28 ottobre 2016 ore: 11:46
Immigrazione

Terrorismo, Manciulli: "Occuparsi meno dei barconi, più dei Balcani"

Secondo il capo della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare Nato nella regione si sta assistendo a una forte recrudescenza del radicalismo che aiuta il transito dei foreign fighters
Migranti attraversano i Balcani e polizia

Roma - "Dovremmo occuparci un po’ meno dei barconi e un po’ piu’ dei Balcani": lo spiega alla Dire Andrea Manciulli, capo della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato, convinto della necessita’ di "fare chiarezza sul rapporto tra immigrazione e terrorismo". "Anche se e’ un’eventualita’ che non puo’ essere esclusa non ci sono evidenze che dimostrino che attraverso barconi arrivino terroristi" sottolinea il deputato. "Noi - continua - siamo piu preoccupati di altro: che l’immigrazione, come tutti i traffici illeciti, contribuisce a finanziare il terrorismo; e siamo preoccupati poi della rotta balcanica e di quello che sta accadendo nei Balcani". Nella regione si sta assistendo a "una forte recrudescenza del radicalismo", sottolinea Manciulli. "Questo radicalismo aiuta il transito dei ‘foreign fighters’: lo abbiamo visto nelle implicazioni che ci sono state negli ultimi attentati europei". Il colloquio si tiene a margine del Seminario del Gruppo speciale per il Mediterraneo e il Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della Nato, due giorni di lavori promossa da Manciulli e dalla delegazione italiana che vede la partecipazione a Roma di 140 parlamentari di 40 Paesi. 

"Un incontro importante perche’ ha messo insieme non solo i paesi dell’Alleanza atlantica ma anche quelli della sponda meridionale del Mediterraneo e del Medio Oriente" sottolinea il deputato. Convinto che il Seminario abbia per altro sancito un riconoscimento della linea italiana sulla lotta al terrorismo: "Sin dalle prime sessioni quasi tutti i Paesi arabi hanno evidenziato che la minaccia non si contrasta solo militarmente e che sul medio e lungo periodo serve un lavoro culturale e ideale". Un’occasione, la due giorni romana, anche per riflettere sull’evoluzione e le prospettive dell’Alleanza atlantica. "Che un’organizzazione militare senta il bisogno di aprire una strategia di contrasto anche culturale del terrorismo e’ una notizia importante, che un po’ avvalora la linea che il nostro Paese sta tenendo". (DIRE)

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