10 maggio 2018 ore: 14:01
Non profit

Un temporary store di moda etica a sostegno delle donne in difficoltà

Apre il 15 maggio a San Giorgio di Piano, nel bolognese, il temporary store della coop La Venenta. Gli abiti e gli accessori realizzati dalle donne svantaggiate che partecipano ai laboratori artigianali e tessili entrano nella rete di Altromercato. E il 3 giugno inaugurano apiario e pollaio sociali

SAN GIORGIO DI PIANO (Bologna) – T-shirt, bracciali, sciarpe. Bomboniere, vasi in vetro, gadget. Collezioni di artigianato tessile, casa e moda realizzate dalle donne coinvolte nei “Laboratori per orizzonti sereni” della cooperativa La Venenta di San Giorgio di Piano, in provincia di Bologna. Si tratta di donne – molto spesso mamme – in condizioni di disagio o svantaggio sociale che, attraverso queste attività di formazione artigianale e tessile, acquisiscono competenze nel settore all’interno di un percorso di progressiva crescita e autonomia. Realizzazioni, le loro, che da oggi entrano nella rete di Altromercato – soggetto guida del commercio equo e solidale sia a livello nazionale, sia internazionale – perché “promuovono i valori del solidale italiano”. 

Per festeggiare la collaborazione con Altromercato, le collezioni dei laboratori della Venenta saranno messi in vendita nel temporary store che inaugurerà il prossimo 15 maggio in via Mascherino 14 a San Giorgio di Piano: capi di abbigliamento donna per la primavera/estate, complementi di arredo, oggettistica per la casa. Lo store rimarrà aperto sino all’8 giugno. I proventi della vendita saranno investiti nei progetti sociali. 

“Le collezioni Altromercato – spiega la cooperativa – si caratterizzano per la loro attenzione alle materie prime selezionate, alle filiere e alle risorse impiegate nella produzione. Insieme sosteniamo le buone pratiche legate all’empowerment femminile: molti spesso, infatti, i nostri prodotti sono realizzati a mano da donne vittime di violenze domestiche o in condizioni di disagio sociale. Per queste donne lavorare in un progetto equosolidale significa potersi rendere indipendenti economicamente, ritrovare fiducia in se stesse e avere accesso a prevenzione per la salute, tutela della maternità. Possono pagare l’istruzione ai propri figli”. 

Il 3 giugno, invece, inaugureranno l’apiario e il pollaio sociali della cooperativa, impegnata da poco più di un anno nell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. La Venenta, infatti, ha aderito al progetto “Bee my job: scaling up” promosso dal 2015 dall’associazione Cambalache ad Alessandria e realizzato, grazie all’Unhcr, nel 2018 anche a San Giorgio e a Lamezia Terme. Tra febbraio e marzo, 25 uomini e donne richiedenti asilo, provenienti da 8 Paesi diversi, hanno preso parte al percorso di formazione professionale in apicoltura e agricoltura biologica, inserendosi nel gruppo più ampio di 75 alunni formati a livello nazionale. “Per loro – spiega la cooperativa – siamo in fase di attivazione di almeno 10 percorsi di tirocinio presso aziende apistiche e agricole, con l’erogazione di servizi e misure di contributo economico”. Per ampliare il progetto “Bee my job”, la Venenta ha creato “Take care”, un percorso per sostenere a livello locale opportunità durature di formazione, lavoro e sensibilizzazione della cittadinanza”. Con il sostegno della Fondazione del Monte, la coop potrà allestire nelle proprie sedi di Argelato e San Giorgio, un apiario con 20 arnie, un laboratorio per la smielatura, un allevamento “sociale” di galline ovaiole (che potranno essere “adottate” da famiglie del territorio) e un piccolo orto sinergico: “L’obiettivo futuro è quello di avviare attività economiche che possano offrire delle vere e proprie opportunità di impiego per i soggetti vulnerabili che assistiamo”. (Ambra Notari)

© Copyright Redattore Sociale