13 gennaio 2017 ore: 18:02
Immigrazione

Rifugiati, il generale dei Gesuiti: “L'Europa ha bisogni di migranti, sono un dono”

L’appello di Padre Arturo Sosa durante l’incontro a Roma con i volontari del Centro Astalli e i rifugiati accolti. “E’ necessario promuovere un movimento di cittadini che faccia pressione sui governi europei per creare canali di accesso sicuri e legali”
Migranti. Rifugiati per strada

ROMA - “E’ necessario promuovere un movimento di cittadini che faccia pressione sugli stati e sui governi europei e di altre parti del mondo per creare canali di accesso sicuri e legali ai bambini e agli adolescenti costretti ad abbandonare le loro case, il loro paese e tante volte anche le loro famiglie per farsi un futuro altrove”. E’ questo l’appello lanciato questo pomeriggio da Padre Arturo Sosa, generale dei Gesuiti che oggi a Roma ha incontrato i rifugiati e i volontari del Centro Astalli durante l’incontro tenutosi nella Chiesa del Gesù in vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di domenica 15 gennaio. “L’Europa ha bisogno dei migranti - ha ricordato a margine del suo intervento Padre Sosa -. Riceviamoli come un dono, non come una minaccia”.

All’appello di Padre Sosa si aggiunge quello alle istituzioni da parte del Centro Astalli che chiede di garantire la protezione dei bambini e degli adolescenti migranti, assicurare tempestivamente percorsi di tutela adeguati, prevedere un sistema di accoglienza organico, con strutture adeguate e diffuse, ma anche progettare e finanziare soluzioni durature per l’integrazione. Per il Centro Astalli, oggi è quanto mai necessario creare canali di accesso sicuri e legali “prevedendo tra l’altro l’accesso ai visti umanitari, al reinsediamento e facilitando il ricongiungimento familiare, si salverebbero vite e si ridurrebbe il traffico di esseri umani, che espone specialmente i minori a ogni forma di violenza e abuso, fuori e dentro i confini dell’Europa, anche per lunghi periodi”. Canali indispensabili, ha sottolineato più volte Sosa.“L’assenza di questi canali aggiunge nuovi pericoli al percorso dei migranti e aumenta l’ingiustizia subita per chi ha voluto fuggire dalla sua patria - ha detto Sosa -. L’assenza dell’adeguata protezione, della possibilità di accesso ai visti umanitari e di politiche efficienti di inserimento sociale nutre una delle più grandi piaghe dell’umanità dei nostri tempi: il traffico delle persone umane”. 

Alle istituzioni e ai cittadini europei Sosa ha chiesto di affrontare le sfide poste dal fenomeno migratorio guardando alla propria storia. “Lo sviluppo politico dell’Europa ha creato molteplici istituzioni pubbliche per tutelare i diritti delle persone - ha aggiunto Sosa -. Il crescente flusso migratorio rappresenta una sfida per queste istituzioni ad assicurare la tutela certa e adeguata a tanti che arrivano ogni giorno a bussare alle porte dei paesi europei che vanno inseriti e non esclusi. I cittadini europei, figli della cultura che rivendica i diritti umani, come segno del progresso umano e sociale, sono invitati dai migranti ad approfondire la loro coscienza umana e politica per esigere dai governi e dagli stati la creazione di un sistema di accoglienza organico, con strutture adeguate e diffuse sul territorio per garantire l’accoglienza dei migranti in modo umano e cominciare dall’attenzione personale a ciascuno, specialmente ai più giovani”. 

E proprio verso i più giovani serve maggiore attenzione. “I minori migranti si trovano all’incrocio di appartenenze giuridiche multiple che paradossalmente possono ritardare il loro accesso alla protezione - spiega il Centro Astalli -. Le procedure necessarie non devono trasformarsi in occasioni di esclusione, che creano diffidenza e ostilità, o essere pretesto per ritardi e negligenze”. Secondo i gesuiti, i passaggi delicati, come l’accertamento dell’età e l’apertura della tutela, “devono sempre avere il superiore interesse del minore come finalità principale e assicurare in tutte le fasi un approccio multidisciplinare e multidimensionale, in piena conformità con i protocolli nazionali e internazionali. E’ indispensabile che procedure così cruciali siano armonizzate, monitorate con attenzione e facilitate da una efficace collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte”. 

Per quanto riguarda i progetti di integrazione, per il Centro Astalli è necessario che i nuovi progetti abbiano “come primo obiettivo quello di mettere i minori migranti in condizione di fare scelte consapevoli sul proprio futuro, ben informati di diritti e possibilità e con la tranquillità e la libertà necessaria ad affrontarle”. Si tratta di una “sfida complessa e urgente, che riguarda non solo gli operatori dell’accoglienza, ma tutta la società, a partire dalle agenzie educative. Le spese a favore di migranti devono essere considerate investimenti e non semplici costi”. Ai “baby scafisti”, infine, occorre dare una specifica attenzione. “Il Centro Astalli a Catania assiste alcuni di loro e conosce bene l’impatto che questa esperienza ha su di loro. La magistratura minorile deve agire con particolare cautela e scrupolo, per individuare tempestivamente i casi in cui i minori sono soltanto delle vittime, reclutate proprio per la loro vulnerabilità e quindi particolarmente bisognosi di tutela, assistenza e riabilitazione”. 

Quel che manca all’Italia, ha ricordato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, è anche un impegno sul fenomeno migratorio e sull’integrazione che non pensi solo all’immediato. “C’è una legge sulla cittadinanza che in Italia stenta a vedere la fine del suo iter istituzionale - ha spiegato Ripamonti -: un vergognoso ritardo segno di una politica che in molti casi non è al servizio del bene comune e che tradisce quegli ideali democratici e civili che stanno alla base delle carte dei diritti umani. Ci è mancato spesso anche uno sguardo lungimirante necessario a fare scelte per soluzioni durature. Penso, a livello internazionale, a interventi per la risoluzione di conflitti e investimenti seri per lo sviluppo, che non si prestino a camuffare politiche di respingimento”.(ga)

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