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11 maggio 2001 ore: 11:49
Non profit

Oltre 10.000 profughi al confine col Kosovo. S’intensificano gli aiuti umanitari

Nel nord della Macedonia il confronto militare tra le forze armate e i ribelli albanesi è tornato a farsi serrato e massiccio è l'esodo di cittadini macedoni di etnia albanese verso il sud del confinante Kosovo. Il numero dei profughi censiti, destinato a crescere ogni giorno, ammonta già a 10.533 unità: sono quasi tutti vecchi, donne e bambini.
Questo stato di tensione e la preoccupazione per un possibile acutizzarsi del conflitto ha spinto alcune organizzazioni internazionali e locali a dar vita a un "Quartier generale per l'emergenza rifugiati" (Emergency headquarter for refugees), a cui partecipano tra gli altri Acnur (Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati), Cicr (Comitato internazionale Croce rossa), Caritas Kosovo e associazione Madre Teresa (l'organismo di assistenza e mutuo soccorso dei kosovari albanesi).
I profughi provengono dai centri a maggioranza albanese intorno a Kumanovo; alcuni arrivano dalla zona di Tetovo e una cinquantina di persone sono addirittura in fuga dalla capitale Skopje. Nel quartier generale sono registrati e dotati di un cartellino di riconoscimento che consente loro di ottenere aiuti umanitari. Quasi tutti sono ospiti di famiglie albanesi kosovare, che ricambiano il debito d’accoglienza loro accordata durante il conflitto della primavera '99.
Caritas Italiana, attiva a Ferizaj con alcuni operatori, è da tempo impegnata in un programma di sostegno a Caritas Kosovo, e sta ora moltiplicando gli sforzi per far fronte all'emergenza, con la distribuzione di cibo e vestiario e fornendo assistenza medica nell'ambulatorio di Ferizaj. Nell’organizzazione degli aiuti sono coinvolte anche le commissioni parrocchiali e alcuni volontari provenienti dalle parrocchie, anche le più lontane dalla zona di emergenza che hanno dato la disponibilità ad accogliere profughi o inviare volontari o mezzi. Si stanno anche organizzando interventi di animazione per i numerosi bambini presenti, che hanno dovuto interrompere la frequenza scolastica.
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