12 maggio 2017 ore: 13:09
Salute

Azzardo. Un milione di adolescenti coinvolti, ma nel 2016 trend in calo

In Italia quattro ragazzi su dieci giocano d’azzardo mentre uno su cinque lo fa anche online. Questi i nuovi dati dello studio Espad Italia 2016 condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa. Molinaro: “Diminuzione da attribuire all’ampliamento delle attività di prevenzione a scuola e in famiglia”
Gioco d'azzardo, play game - NUOVO SITO

ROMA - Sono circa un milione gli adolescenti italiani che giocando d’azzardo, circa quattro adolescenti su dieci, tra cui uno su cinque gioca anche online. Sono i dati resi noti dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), coordinato da Sabrina Molinaro, ottenuti con la rilevazione ESPAD®Italia sulla diffusione del gioco d’azzardo fra gli studenti tra i 15 e i 19 anni nel 2016. Gli ultimi dati, però, mostrano un calo rispetto al passato, anche se, sottolinea l’Ifc-Cnr, “le cifre restano importanti”. Si è passati, infatti, “dal 47 per cento di adolescenti giocatori negli anni dal 2009 al 2011 a meno del 40 per cento nell’anno corrente - spiega Molinaro -. Si registra anche un calo dei giocatori con un profilo di gioco definibile a rischio e problematico: i primi sono passati dal 14-15 per cento degli anni 2009-2010 all’11 per cento nel 2016, mentre negli stessi anni i problematici sono scesi dal 9 per cento all’8 per cento”.

Dati che, nonostante il calo, restano preoccupanti proprio perché, sottolinea l’istituto, per i minorenni il gioco d’azzardo è illegale. “Il 58 per cento dei giovani giocatori - spiega Molinaro - nell’ultimo anno ha giocato non più di una volta al mese, il 24 per cento meno di una volta a settimana, il 7 per cento con ancora maggiore assiduità. A essere coinvolti sono maggiormente i maschi, 50 per cent contro il 30 delle coetanee, e le prevalenze in entrambi i generi crescono progressivamente con l’età, passando dal 34 per cento dei 15enni al 40 per cento dei 17enni, fino al 47 per cento dei 19enni”. La diminuzione dei giovanissimi giocatori riscontrata dalla ricerca, continua Molinaro, è da attribuire “all’ampliamento delle attività specifiche di prevenzione operate da scuola, famiglia e altre agenzie responsabili dell’educazione dei giovani - spiega la ricercatrice -. Oltre ad essere stato attivato il numero verde per il gioco d’azzardo patologico che va ad affiancarsi ai servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie locali è aumentata la quota d’istituti scolastici superiori che ha attivato interventi per la prevenzione al gioco: dal 4 del 2009 al 27 per cento del 2016”.

Sono i Gratta&Vinci il gioco d’azzardo preferito tra i giovanissimi e anche dalle ragazze. Seguono le scommesse sportive, il Lotto e ci sono anche slot machine e casinò on line. Il 37 per cento dei giovani giocatori, inoltre, riferisce di aver giocato presso un bar o tabacchi, mentre una quota analoga da casa. Il 29 per cento, invece, ha giocato presso le sale scommesse e l’11 per cento nelle sale giochi, luoghi questi frequentati soprattutto dai maschi. Preoccupa non poco il gioco d’azzardo via web. “Ha coinvolto il 20 per cento dei giocatori, per un totale di circa 200 mila studenti - spiega Molinaro - tra i quali troviamo la maggioranza di quelli con comportamento di gioco problematico (il 63 per cento), una quota significativa di quelli a rischio (il 31 per cento) e una percentuale molto inferiore dei cosiddetti giocatori sociali o non problematici (il 13 per cento)”.

Per i ragazzi, sono le New slot machine/Vlt e il Poker texano i giochi considerati più rischiosi in assoluto. “Oltre il 50 per cento degli studenti ritiene che giocarci spesso possa causare problemi dal punto di vista economico - aggiunge Molinaro -. Le scommesse sportive detengono il secondo posto nella percezione del rischio, mentre il 20-24 per cento di studenti attribuiscono un grado elevato di rischio a Gratta&Vinci, al Lotto e alle scommesse sportive. È da evidenziare che sono i giochi maggiormente praticati, ad essere considerati meno pericolosi”.(ga)

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