28 novembre 2017 ore: 16:48
Non profit

Palermo, Anteas chiede un laboratorio per il contrasto alla povertà e al disagio

Il presidente di Anteas Palermo, Armando Zanotti: “I dati più recenti fanno emergere Palermo come una città che ha una situazione drammatica rispetto al resto d'Italia, dal punto di vista economico e sociale. E vista la carenza notevole di servizi, siamo diventati dei punti di riferimento”
Povertà. Mano con bicchiere per chiedere elemosina e sfondo le persone

PALERMO - Un laboratorio permanente che in sinergia con altre associazioni di volontariato possa fronteggiare nel migliore dei modi soprattutto la povertà e il disagio di anziani e giovani. A chiederlo è il presidente di Anteas (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà) Armando Zanotti nel corso dell'incontro su povertà e volontariato organizzato questa mattina al teatro Orione. L'obiettivo di Anteas Palermo è quello di rispondere proprio alla povertà, dove oggi si contano circa 20 mila famiglie in stato di indigenza assoluta. Ad intervenire per l'occasione è stata anche la presidente nazionale Anteas, Sofia Rosso.
Anteas con i suoi volontari è presente a Palermo in parecchi quartieri ma anche in zone come Castelbuono, Termini Imerese, Partinico e Monreale. Tra i progetti che nell'ultimo periodo sono stati portati avanti ci sono state le collaborazioni in ambito di assistenza sanitaria con l'associazione Serena a Palermo, e con l'associazione 'La grande famiglia" onlus nel supporto al Caffè Alzaheimer e poi ancora un sostegno ai malati di Sclerosi Multipla.

“Oggi ci sono tanti disagi sociali forti con cui la città deve fare i conti - afferma il presidente di Anteas Palermo, Armando Zanotti -. Dobbiamo capire principalmente cosa possiamo fare per migliorare le nostre risposte soprattutto nei confronti delle fasce sociali che soffrono più delle altre come giovani e anziani nel quadro dell'invecchiamento attivo. I dati più recenti fanno emergere purtroppo Palermo ancora una città che ha una situazione drammatica rispetto al resto d'Italia dal punto di vista economico e sociale. Nonostante il nostro ruolo dovrebbe essere di affiancamento delle istituzioni, constatiamo ancora una volta che invece in alcuni casi ci sostituiamo alla carenza notevole di servizi che ci sono in alcuni territori diventando dei veri e propri punti di riferimento - continua Zanotti -. Ricordiamoci che abbiamo ancora quartieri in quasi completo abbandono con pochissimi servizi pubblici come Zen e Brancaccio. L'Anteas allora si sforza di fare quello che può fornendo servizi ed attenzioni alle persone anche attraverso progetti e segretariato sociale".

C'è anche un grande bisogno oggi di nuovi volontari. "Vogliamo fare un appello affinché possano crescere i volontari e di conseguenza la cultura della solidarietà, soprattutto coinvolgendo sempre più i giovani - sottolinea ancora Zanotti -. A volte è difficile perché nei giovani deve crescere una maggiore motivazione evitando che questi possano sentirsi sfiduciati. Il volontariato sicuramente fa bene a tutti ma nei giovani sono esperienze che mettono un tassello significativo nel loro percorso di crescita".
“Se Anteas nell'arco di vent'anni è diventata una grande associazione con oltre 80 mila soci e con circa 500 associazioni - dice la presidente nazionale, Sofia Rosso - è perché, negli ultimi 10 anni di profonda crisi economica e sociale del nostro Paese,  siamo riusciti a dare sostegni e risposte importanti a chi vive nel bisogno. Nel momento in cui, infatti, le istituzioni non riescono a dare risposte esaurienti ai cittadini questi si associano proprio per mettere a frutto le loro capacità e potere dare risposte concrete. Naturalmente l'auspicio sarebbe quello di non sostituirci alle istituzioni ma di essere sussidiari ma non è ancora così".

Il principale tema su cui punta l'associazione continua ad essere la povertà. "L'Anteas continua a fronteggiare principalmente la povertà che riguarda tutta l'Italia in modo diverso - continua Sofia Rosso -. Vogliamo essere dei catalizzatori nei confronti di quelle situazioni che rischiano altrimenti di finire fuori radar perché nascoste o rese invisibili dalla stessa società. I disoccupati di tutte le età tante volte si isolano e si vergognano del loro stato e proprio per questo occorre restituirgli quella dignità che meritano che parte proprio dal riconoscimento dei bisogni primari. Per esempio aiutiamo molto attraverso il banco alimentare e il banco farmaceutico tante persone e famiglie. Purtroppo, rileviamo ancora che continua ad esserci, pur con problematiche diverse, una differenza tra Nord e Sud dettata principalmente dalla qualità della vita soprattutto dal punto di vista delle opportunità di crescita economica che sono ancora molto basse al Sud con tutte le conseguenze che comportano". (set)

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