16 ottobre 2018 ore: 15:49
Famiglia

Anziani, l’Inrca compie 50 anni e presenta risultati e progetti futuri

L’Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani compie 50 anni di attività e organizza una due giorni di confronto e approfondimento sul futuro della geriatria e gerontologia. Lo scenario racconta di un’Italia sempre più anziana, con oltre una persona su due con oltre 65 anni

ANCONA – Si prepara a tagliare il traguardo dei 50 anni di attività l’Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani (INRCA), centro d’eccellenza dedicato alla ricerca sulla salute degli anziani e alla loro assistenza. Per celebrare tale ricorrenza, il 18 e 19 ottobre prossimi, ad Ancona arriverà anche il professor Luigi Ferrucci, direttore scientifico del prestigioso National Institute of Aging statunitense, il quale prenderà parte, tra gli altri, ad una due giorni di confronto e approfondimento che ripercorrerà le attività di ricerca e assistenza dell’Istituto, i risultati fin qui acquisiti e i progetti ongoing e futuri nell’ambito della geriatria e gerontologia. Tra questi l’attivazione del primo ed ancora unico esempio in Italia di accettazione ospedaliera dedicata al paziente anziano con patologie acute e riacutizzazioni di patologie croniche, con oltre 9 000 accessi all’anno. “Studiare usabilità ed accettabilità della tecnologia è una nostra priorità. È ciò che stiamo facendo nell’ambito del progetto “Living well with Anne” - afferma il Direttore Scientifico INRCA Fabrizia Lattanzio – “Anne è un assistente personale virtuale che aiuta gli anziani nelle attività della vita quotidiana: comunicazione con l’esterno, gestione della casa, gestione delle attività e degli impegni della giornata, nonché intrattenimento”.

“L’obiettivo principe dell’evento – spiega il professor Roberto Bernabei, da quest’anno Presidente del Consiglio di Indirizzo e Verifica dell’IRCCS - è condividere e discutere i risultati dell’attività di ricerca, i nuovi programmi e le nuove sfide che l’Istituto vuole lanciare. Si fa e si può fare tanto per migliorare salute e qualità di vita degli anziani del paese più vecchio del mondo, il nostro. La giornata prevede anche una breve visita ai laboratori del nostro IRCCS per far vedere e toccare con mano il lavoro svolto al loro interno”.

Il volto dell’Italia anziana. L’appuntamento si inserisce in un contesto sociale che racconta un'Italia sempre più vecchia. Secondo i dati Istat 2018, infatti, il 23% degli individui, quindi oltre uno su 5, ha oltre 65 anni e meno della metà (42,6%) delle persone anziane di 65-74 anni si dice in buona salute, quota che scende al 24% tra gli ultra settantacinquenni. Il paese, inoltre, ha un indice di dipendenza degli anziani rispetto alle nuove generazioni (l’indice è il rapporto tra popolazione di 65 anni e più e popolazione in età attiva, 15-64 anni) del 35,2%, valore destinato a raggiungere quote di dipendenza degli anziani del 60% entro il 2060 (vale a dire che in quella data vi saranno 60 anziani per ogni individuo in età attiva). Il 39,1% dei residenti in Italia ha dichiarato di soffrire di almeno una delle principali patologie croniche rilevate (ad esempio diabete, ipertensione etc). Tanti soffrono anche di più malattie croniche contemporaneamente, infatti, tra gli ultra settantacinquenni la comorbilità si attesta al 66,7% (58,4% tra gli uomini e 72,1% tra le donne). Inoltre gli anziani italiani prendono tanti farmaci: il 90,3% tra le donne ultra-settantacinquenni e l’88,9% tra gli uomini della stessa fascia d’età.  

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