19 giugno 2018 ore: 17:13
Salute

Azzardo, l'Emilia-Romagna vieta le slot nei centri anziani e giovanili

Slot e videolottery bandite dai centri anziani e centri giovanili non solo se vicini a luoghi sensibili, ma anche se ospitati in locali concessi da enti pubblici. La Regione Emilia-Romagna da' un altro giro di vite nella lotta al gioco d'azzardo...

BOLOLGNA - Slot e videolottery bandite dai centri anziani e centri giovanili non solo se vicini a luoghi sensibili, ma anche se ospitati in locali concessi da enti pubblici. La Regione Emilia-Romagna da' un altro giro di vite nella lotta al gioco d'azzardo patologico e inserisce il nuovo divieto nel provvedimento approvato oggi dall'Assemblea legislativa, che integra la legge regionale del 2013.

La norma, portata in aula dal Pd, definisce le sanzioni (da 5.000 a 10.000 euro) per i locali con slot e vlt che non rispettano la distanza dei 500 metri dai luoghi sensibili, come scuole e ospedali, con tanto di blocco tramite sigilli agli apparecchi in caso di nuova installazione. Se la violazione viene reiterata, si puo' arrivare alla sospensione dell'attivita' da 10 a 60 giorni. Prevista invece una deroga per gli ippodromi, ma solo per le scommesse fatte agli sportelli e ai picchetti degli allibratori all'interno delle strutture.

Trasformare rifugiati e richiedenti asilo in guide turistiche non aiuta a promuovere il territorio. Lo sostiene Michele Facci, consigliere regionale del Movimento sovranista in Emilia-Romagna, che in un'interrogazione chiede alla Giunta Bonaccini di fare luce sull'iniziativa dell'associazione Itaca, patrocinata da Citta' metropolitana di Bologna e Unione Appennino bolognese, che mira appunto a promuovere il rilancio turistico delle zone montane anche col coinvolgimento dei migranti. In una nota, Facci si dice "perplesso sull'opportunita' dell'iniziativa. E' evidente che le zone dell'Appennino soffrono il calo turistico e demografico- afferma il consigliere regionale- e che ci sia bisogno di operazioni di promozione e valorizzazione del territorio. Tuttavia ritengo altrettanto chiaro che tali obiettivi non possano certo raggiungersi mediante iniziative di supporto a richiedenti asilo o migranti". Secondo Facci, "per favorire lo sviluppo del nostro Appennino servono prima di tutto infrastrutture adeguate e un maggiore supporto alle tante eccellenze, che da decenni operano in sintonia con la tradizione e la cultura del territorio". Per questo, il sovranista chiede alla Regione se l'iniziativa Itaca sia "in linea con le politiche regionali del turismo e del lavoro, finalizzate a un reale e completo supporto allo sviluppo dei territori appenninici della nostra Regione".

Rispetto al testo approvato in commissione la settimana scorsa, oggi in aula e' stato aggiunto alla legge anche il divieto di installare macchinette da gioco negli spazi concessi da enti pubblici. Un emendamento presentato da Gianfranco Tagliaferri di Fratelli d'Italia, corretto e poi accolto dal Pd. La norma, che ad esempio il Comune di Bologna aveva gia' anticipato con il proprio regolamento approvato nei mesi scorsi, va a colpire di fatto tutti quei soggetti che "gestiscono centri anziani, centri giovanili, attivita' aggregative e ludico-ricreative", spiega Tagliaferri, che cita il caso di alcuni circoli di Reggio Emilia. E anche a Bologna, l'Arci ha minacciato alcune sue realta' di cancellare l'affiliazione se non provvedono a togliere slot e videolottery.

"Non indicare questo divieto avrebbe reso la legge incompleta", sostiene il sovranista Michele Facci, l'unico pero' che alla fine si astiene sul provvedimento. Tutte a favore le altre forze politiche, anche se non manca qualche perplessita'. Andrea Galli di Forza Italia, ad esempio, si dice d'accordo col provvedimento anche se "gli ippodromi sono sempre piu' residuali, anche per il gioco". Per il leghista Massimiliano Pompignoli, invece, "la legge presenta difficolta' di applicazione per i Comuni", mentre il 5 stelle Andrea Bertani sottolinea "il ritardo di molti Comuni nella mappatura delle sale slot". Problema confermato anche dal dem Paolo Zoffoli, promotore della legge. "Dobbiamo fare di piu' perche' vengano rispettati i tempi previsti", afferma. (DIRE)

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