7 febbraio 2003 ore: 12:07
Famiglia

Rapporto Unicef. La casa, un diritto che non c'è: baraccopoli insicure ed insalubri, decine di milioni i senza dimora

FIRENZE - La casa è un diritto che non c’è per i bambini e gli adolescenti delle più grandi città del mondo: il rapporto dell’Unicef indica che nella maggior parte dei paesi a basso reddito tra il 25 ed il 50 % della popolazione vive in insediamenti costruiti abusivamente, con pezzi di legno o plastica rimediati nelle discariche. Queste abitazione fatiscenti ed insicure sono concentrate nella aree più pericolose della città, perché sono quelle in cui un esproprio è molto improbabile. A Bangkok, Buenos Aires, Delhi, Giacarta queste “baraccopoli” sono a maggiore rischio di inondazioni, ma a Caracas o a Rio de Janeiro il pericolo sono gli smottamenti.
Queste abitazioni, che non sono adeguate alle esigenze degli adulti, diventano invivibili e fonte di grandi disagi per i più piccoli: sono frequenti gli incendi, perchè i materiali in cui sono costruite sono quasi sempre infiammabili, sono infestate di parassiti, sono rumorose e sovraffollate. Ma per molti non c’è nemmeno questa possibilità; una quantità indefinita (decine di milioni stima l’Unicef) di bambini ed adulti sono senza tetto, dormono in luoghi pubblici (stazioni, parchi ecc.), in cantieri edili o sui posti di lavoro, quando un lavoro c’è. Nel centro di Mumbay (India) ad esempio secondo l’Unicef le persone che vivono in strada sono più di 100mila di cui la metà bambini.
A Manila tra il 197 ed il 2000 circa 26mila famiglie hanno subito l’esproprio e la demolizione della propria casa. A volte gli sgomberi sono stati anche violenti, accompagnati dall’intervento di polizia o dell’esercito. A Mumbay invece con un popolazione dic irca 12 milioni di persone è stato messo in atto un programma di demolizione delle “baraccopoli” e solo nel 1998 sono state sgomberate 167mila persone dalle loro case. Negli ultimi 10 anni i residente della comunità di Ambedkar nagar hanno affrontato 45 espropri.
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