18 luglio 2018 ore: 10:40
Salute

Azzardo, Fiasco stronca la relazione che accompagna il decreto dignità

Per il sociologo la relazione è “spannometrica”: "Ignora l'abc del marketing del gioco d'azzardo e la struttura del sistema industriale dell'azzardo". Il divieto di pubblicità colpisce l'obiettivo principale dell'industria di settore: trovare sempre nuovi giocatori
Gioco d'azzardo, sala slot - NUOVO SITO

MILANO - "È una relazione con calcoli spannometrici. Ignora l'abc del marketing del gioco d'azzardo e la struttura del sistema industriale dell'azzardo". Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta nazionale antiusura, stronca in toto il documento che accompagna il Decreto Dignità, in cui viene valutato l'effetto del divieto di pubblicità di ogni tipo di gioco in denaro, previsto dall'articolo 9.
Secondo i tecnici che l'hanno redatto, si avrà una riduzione del 5% del giocato nelle lotterie, nei gratta e vinci o nelle scommesse sportive e del 20% nell'on line. Nessun effetto invece nelle abitudini di chi gioco alle slot machine. "Non è chiaro come siano state calcolate queste percentuali - aggiunge Fiasco -. In realtà si sarebbe dovuto fare uno studio sul trend negli ultimi cinque della pubblicità, della raccolta, dei ricavi dell'erario e del fatturato delle società concessionarie, procedendo analiticamente e in modo distinto per ciascuno delle 47 tipologie di giochi d'azzardo che ci sono sul mercato. Si sarebbero così osservati i nessi e pesati gli effetti".

La relazione non tiene poi conto di come è strutturato oggi il settore del gioco d'azzardo. "Più che a fidelizzare quanti consumano abitudinariamente slot machine, scommesse e lotterie ecc., la pubblicità è a supporto di un'esigenza vitale che se non soddisfatta provoca il collasso di molti concessionari: far giocare un numero sempre maggiore di persone e indurle a impegnare somme via via crescenti. Così facendo devono aumentare, frazionandolo, il montepremi: e però, ogni anno, si assottigliano gli stessi margini relativi di guadagno. Il divieto della pubblicità va a toccare proprio questo aspetto. E  l'obiettivo non è di carattere economico. L'articolo 9 è stato concepito per tutelare il benessere pubblico".
Quelle contenute nella relazione tecnica sono quindi "stime grossolane" perché non si è fatta una vera analisi dell'impatto della pubblicità. "E così è stata trasmessa al Parlamento una valutazione del provvedimento senza adeguate basi scientifiche", conclude Fiasco. (dp)

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