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8 luglio 2016 ore: 16:43
Non profit

Servizio civile, in Italia chiuso il bando per 35 mila posti. Il bilancio della Francia

Il service civique nel 2015 ha impegnato 53 mila giovani con un budget complessivo di 234 milioni. Per il 2016 è già noto il bilancio dell'Agenzia nazionale che sarà di 300 milioni di euro, con la possibilità di essere ulteriormente incrementato
Ragazzi servizio civile anche stranieri

In Italia si è chiuso oggi alle 14:00 il Bando nazionale di servizio civile da 35.203 posti. In Francia è tempo invece di bilanci per il Service civique, che ha pubblicato la sua relazione annuale sull’andamento di questo istituto nel 2015, approvata dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 24 giugno.

“Nel 2015 – si legge nel documento - sono stati 53.000 i giovani impegnati nel Service civique, con un budget complessivo di 234 milioni di euro”. Il fondo è stato integrato durante l’anno di 63 milioni di euro per raggiungere l’obiettivo annunciato dalla stesso Presidente della Repubblica, François Hollande, di “rendere universale il servizio civile e permettere a 70.000 giovani di svolgere una ‘missione di servizio’ invece dei 45.000 originariamente previsti”. Con questi numeri sale a più di 136mila il numero di giovani impegnati in servizio civile dalla sua istituzione nel 2010. Inoltre per il 2016 è già noto il bilancio dell'Agenzia nazionale che sarà di 300 milioni di euro, con la possibilità di essere ulteriormente incrementato.

Con queste premesse e nella prospettiva dei 350mila giovani all’anno che vuole raggiungere il Presidente Hollande nei prossimi tre anni, il Service Civique ha dovuto adattare la sua strategia su tre priorità: lo sviluppo dell’offerta di “missioni” ai giovani come prerequisito indispensabile alla universalizzazione, riorganizzare le risorse e le procedure per essere in grado di gestire questo rapido sviluppo; riuscire a raggiungere tutti i giovani per consentire loro di impegnarsi in questa esperienza.

Per quanto riguarda la situazione del 2015 l'età media dei volontari è stata di 21 anni, mentre oltre il 65% ha un età compresa tra i 18 e i 22 anni. La suddivisione territoriale  segue quella della distribuzione della popolazione giovanile, così come sono in linea con quest’ultima i loro profili: “il 17,5 % dei giovani in servizio civile non ha completato gli studi superiori (16% la media dei giovani francesi nelle stesse condizioni). Il 28% è diplomato (il 29% dei giovani francesi) e il 40% ha un titolo di studio  universitario (42% dei giovani francesi sono nella stessa situazione).

“La ripartizione per età – spiega poi la relazione annuale – è cambiata nel 2015 rispetto al 2014, con un calo di oltre due punti sul 24-25 anni, mentre quella dei 21-23 anni è relativamente stabile, e cresce la fascia di età 18-20 anni che ora rappresentano oltre il 38% dei volontari”. Da ricordare come dall’agosto 2015, il Service civique è aperto a giovani con disabilità fino a 30 anni (invece di 26). Lo scorso anno sono stati 11 i volontari di età superiore ai 26 anni che hanno firmato un contratto di servizio civile.

Il 2015 è stato importante anche per le organizzazioni di accoglienza accreditate, che sono praticamente raddoppiate di numero, portando il totale a 6.097. Il Service civique cresce anche come gradimento dei giovani. Secondo un sondaggio condotto lo scorso ottobre il 96% dei giovani lo conosce e il 85% ne ha un'immagine positiva. Fondamentale in questo senso è stato soprattutto il lavoro di comunicazione portato avanti attraverso il sito web, con 150 000 giovani che vi si sono iscritti nel 2015.

L’interesse per questa esperienza è misurabile soprattutto nella fascia di età dei giovani tra i 16-25 anni, dove oltre la metà (il 60%) si dichiara disponibile ad impegnarsi in una missione di servizio civile. Tra coloro che lo hanno svolto il 90% si dichiara “molto soddisfatto” dell’esperienza.

Per soddisfare questa crescente domanda nonchè gli obiettivi fissati dal Presidente della Repubblica, l’Agenzia del Service civique ha sviluppato, tra l’altro, il cosiddetto “grands programmes ministériels”, con quasi15 000 nuove missioni di servizio attive attraverso i Ministeri e quasi 10mila giovani impegnati su questi progetti.

È cresciuta anche la collaborazione con il mondo del volontariato. “Oggi – spiega ancora la Relazione - il settore non-profit è ancora quello più rappresentato, con il 75% dei volontari coinvolti, ma sempre più giovani si impegnano in missioni nel settore pubblico (25% del 2015 contro il 15% dell’anno precedente).

Inoltre dallo scorso 1° gennaio i prefetti hanno la possibilità di concedere l'approvazione a qualsiasi organizzazione che fornisce una missione di servizio civile a livello dipartimentale. “Questo sistema ha lo scopo di aumentare il numero di giovani in servizio civile nelle istituzioni pubbliche e degli enti locali (che oggi rappresentano l'8% delle organizzazioni ospitanti)”, chiarisce la Relazione. (FSp) 

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