24 aprile 2015 ore: 13:36
Immigrazione

Immigrati, Medu: "Le misure del vertice Ue, foglie di fico per nascondere un fallimento"

Medici per i Diritti Umani critica fortemente alcune delle misure emerse dal vertice straordinario di Bruxelles. Misure che per l'organizzazione appaiono gravemente inadeguate. Prima tra tutte quella riguardante il rafforzamento delle operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo, all'interno del mandato di Frontex
Immigrati su barcone. Volti preoccupati
ROMA - "Una foglia di fico per nascondere, neanche troppo bene, un ennesimo e sostanziale fallimento". Così Medici per i Diritti Umani (Medu), l'organizzazione umanitaria che fornisce assistenza medica e orientamento socio-sanitario a migranti e rifugiati, ha definito le misure approvate dal Consiglio Europeo che si è riunito ieri in sessione straordinaria per affrontare la situazione nel Mediterraneo. Misure che secondo Medu appaiono gravemente inadeguate. Prima tra tutte quella riguardante il rafforzamento delle operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo all'interno del mandato di Frontex. 
"Il rafforzamento di Triton è insufficiente - sottolinea l'organizzazione - e non eviterà ulteriori stragi in mare poiché l’operazione non diventerà un missione di ricerca e salvataggio  (come lo era Mare Nostrum) ma resterà un’operazione di controllo delle frontiere entro le 30 miglia dalle coste italiane". 

In particolare secondo Medu "i fondi destinati alla missione sono stati triplicati ma non sono stati approvati né una modifica del mandato né un aumento del raggio d'azione. È solo previsto - continua l'organizzazione -un collegamento con Poseidon, missione analoga applicata al largo delle coste greche". La contrarietà di molti paesi europei all'estensione delle operazioni di soccorso, per timore che ciò  possa incentivare il traffico di immigrati non è , secondo Medu, suffragata dai numeri. "I dati smentiscono  tale  ipotesi poiché il numero di migranti sbarcati sulle nostre coste nei primi quattro mesi del 2015 è stato superiore a quello nello stesso periodo dell’anno precedente, quando era ancora in corso l’operazione Mare Nostrum che prevedeva un’area di intervento molto più estesa rispetto all’attuale".

Un deciso no arriva poi nei confronti della misura che ha suscitato maggiori polemiche e discussioni, riguardante la distruzione delle imbarcazioni prima che siano utilizzate dai trafficanti. "E’ un operazione con molti rischi e dalla dubbia efficacia - spiega Medici per i Diritti Umani - Inoltre se l’Europa ha intenzione di bombardare presunte basi di trafficanti di esseri umani sulle coste libiche, il governo di Tripoli ha già dichiarato che si opporrà fermamente. Del resto, bloccare i migranti in Libia non risolverebbe la tragedia umanitaria in atto. I team di Medici per i Diritti Umani (Medu) in Sicilia e a Roma stanno assistendo in questi giorni centinaia di migranti – giovani uomini, donne, bambini - appena sbarcati sulle nostre coste che hanno patito settimane o mesi di detenzione in Libia, sottoposti a sistematiche violenze che vanno dai trattamenti inumani e degradanti a veri e propri casi di tortura. Bloccare questa umanità in Libia significa condannarla ad un destino di violenza e di morte nelle mani dei vari gruppi di trafficanti". 

Sulla necessità che Easo dispieghi delle squadre operative in Italia e Grecia, per processare congiuntamente le richieste di asilo, includendo le operazioni di identificazione e rilievo delle impronte digitali, Medu vede la riproposizione del "peccato originale del regolamento Dublino, oggi nella sua versione III, che si è dimostrato in tutti questi anni inefficace ed iniquo. Secondo questo regolamento europeo i richiedenti asilo devono essere accolti e tutelati dal primo paese dell'Unione in cui mettono piede dove vengono identificati attraverso la rilevazione delle impronte digitali". Infine Medu critica l'ipotesi di  istituire un programma per rimpatriare  rapidamente i migranti, definito un "programma di “ritorno” su vasta scala tanto inquietante quanto indefinito. E’ qui il caso di ricordare ancora una volta che la gran parte di migranti che arrivano sulle nostre coste sono persone estremamente vulnerabili, sottoposte in Libia a gravissime violenze".
 
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