9 dicembre 2015 ore: 16:52
Economia

Piano freddo, meno senza dimora "cronici". Crescono i migranti finiti in strada

I posti finora resi disponibili dal comune di Bologna sono occupati fino a gennaio, mese in cui aprirà Villa Serena (con altri 60 letti). Ogni giorno in 50 fanno la fila all’Help Center in stazione. La responsabile: forte pressione da migranti fuori dai percorsi di accoglienza e finiti in strada
Senza dimora con buste in mano

BOLOGNA – In dieci giorni i posti messi a disposizione dal Comune per il Piano freddo sono stati assegnati. “Al momento i posti ufficiali sono finiti fino a gennaio, quando aprirà Villa Serena che ne ha altri 60 – spiega Ilaria, responsabile dell’Help Center della stazione, uno dei servizi che invia i senza dimora alle strutture di accoglienza – Poi ci sono i posti che si liberano di giorno in giorno, per mancato rinnovo o assenza per due notti”. L’invio, infatti, è fatto per 15 notti con eventuale rinnovo da parte del servizio inviante e dopo due giorni di assenza la persona perde il diritto al posto letto. In totale i posti del Piano freddo sono circa 260, più o meno come lo scorso anno, suddivisi in 11 strutture: si trovano a Casa Willy (50), nelle ex cucine di via Pallavicini (30), al Capannoncino dello Zaccarelli (30 posti), al Beltrame (25), in alcune parrocchie e alla Capanna di Betlemme che ha attivato alcuni posti per l’accoglienza invernale. A gennaio poi si aggiungeranno quelli di Villa Serena. “Di positivo c’è che da un lato ci sono meno senzatetto cronici o persone che erano in strada da molto tempo, entrati in progetti di housing first, ma dall’altro c’è una forte pressione da parte di migranti usciti dai percorsi di accoglienza e finiti in strada – spiega Ilaria – Tolti loro, avremmo ospitato quasi tutti”.

Nei primi 3 giorni di apertura del Piano (attivo dal primo dicembre 2015 al 31 marzo 2016) erano circa un centinaio le persone in fila all’Help Center della stazione per chiedere un posto letto in una struttura, poi si sono ridotte a una cinquantina in seguito alle assegnazioni dei posti. Quelli rimasti sono in gran parte migranti usciti dalle strutture di Mare Nostrum e richiedenti asilo fuori dai circuiti di accoglienza dedicati e sono finiti in strada. La maggior parte dorme in stazione. “E se gli ex Mare Nostrum ha senso che ricadano sui servizi per adulti, i richiedenti asilo dovrebbero seguire altri percorsi – continua la responsabile – Noi li indirizziamo al servizio protezione internazionale dell’Asp. Stiamo anche lavorando con la Prefettura per capire come affrontare la questione, ma è ovvio che per i primi mesi ricadranno sul Piano freddo”.

Oltre a chi chiede un posto letto, la cui domanda è ovviamente cresciuta nelle ultime settimane, all’Help Center si rivolgono anche persone che chiedono informazioni sui servizi in città, sulle mense, su dove trovare vestiti, sul rinnovo dei permessi di soggiorno. “Ma c’è anche chi viene solo per fare due chiacchiere, sono le persone che seguiamo da più tempo”, spiega Carolina, una delle operatrici.

Tra i servizi che inviano le persone senza dimora alle strutture del Piano freddo ci sono anche l’Unità di strada e il Servizio mobile di Piazza Grande che fa tre uscite settimanali. “Incontriamo una settantina di persone a uscita – dice Veronica, una delle operatrici del Servizio mobile di Piazza Grande – ma quelli che incontriamo noi non rispecchiamo la realtà totale di chi vive in strada”. (lp)

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