30 gennaio 2019 ore: 16:31
Famiglia

I nipoti insegnano ai nonni a rispettare le prescrizioni mediche

Dieci farmaci al dì per 1,5 milioni di anziani, ma il 50% sbaglia terapia. Per sensibilizzare i cittadini sull'importanza dell'aderenza terapeutica, in particolare gli over 65, prende il via il progetto nazionale "Io aderisco, tu che fai?"

ROMA - Nel nostro paese il 50% degli anziani, pari a quasi sette milioni di over 65 (6 milioni e 800 mila persone), è colpito da almeno una malattia cronica. Cardiopatie, diabete, asma, depressione, osteoporosi, artrosi, artrite reumatoide e glaucoma sono alcune delle patologie con cui milioni di cittadini devono convivere a lungo e, nella maggioranza dei casi, vi sono terapie che garantiscono una buona qualità di vita. Ci sono ben un milione e mezzo di anziani che deve assumere una decina di farmaci al giorno. Ma ancora molti non aderiscono ai trattamenti o li abbandonano dopo un breve periodo: si stima che solo la metà dei pazienti assuma i farmaci in modo corretto (Organizzazione Mondiale della sanità).

Per sensibilizzare tutti i cittadini sull'importanza dell'aderenza terapeutica, in particolare gli over 65, prende il via il primo progetto nazionale ("Io aderisco, tu che fai?") che coinvolge i nipoti: insegneranno ai nonni come rispettare le prescrizioni dei clinici. L'iniziativa, presentata oggi al Senato, è promossa dal Comitato Italiano per l'Aderenza alla Terapia (CIAT), che riunisce società scientifiche, medici (FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), farmacisti (Federfarma), infermieri (FNOPI, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), istituzioni e associazioni di pazienti.

È intanto già on line il portale http://ciatnews.it/, sono previsti incontri nelle scuole, saranno distribuiti opuscoli informativi e si terranno flash mob in cinque piazze (Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli) per creare consapevolezza, con una forte ricaduta sui social network per dare risalto al messaggio virale "Io aderisco, tu che fai?".

"Il coinvolgimento dei nipoti- sottolinea Paolo Biasci, Presidente FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri)- consente di raggiungere tutte le fasce d'età. I più giovani inoltre diventeranno adulti più consapevoli del ruolo della corretta assunzione dei trattamenti. I principali fattori alla base della mancata aderenza sono la complessità della gestione della terapia, l'inconsapevolezza della malattia e dell'importanza di seguire le prescrizioni del medico nel lungo periodo e condizioni cliniche che rendono il paziente poco vigile. A questi elementi- conclude Biasci- si aggiungono talvolta convinzioni personali errate o irrazionali sui farmaci, tra cui il timore di potenziali reazioni avverse oppure al contrario un uso non corretto delle terapie senza il consiglio del pediatra. Proprio su questo la FIMP ha recentemente avviato una campagna di sensibilizzazione delle famiglie". (DIRE)

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