29 luglio 2016 ore: 12:01
Disabilità

Lingua dei segni, la Lombardia approva la legge

Il Consiglio regionale brucia i tempi: 6 articoli per "promuovere l'inclusione e l'integrazione sociale delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva" mediante "l'abbattimento delle barriere alla comunicazione" e, soprattutto, "il riconoscimento della Lis"
Lingua dei segni, lis: mani "parlanti" - SITO NUOVO

MILANO - Mentre in Parlamento giacciono almeno due disegni di legge, il Consiglio Regionale della Lombardia brucia i tempi e approva, all'unanimità, una legge per il riconoscimento della Lingua dei segni (Lis). Sei articoli per "promuovere l'inclusione e l'integrazione sociale delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva" mediante "l'abbattimento delle barriere alla comunicazione" e, soprattutto, "il riconoscimento della Lis". Secondo Federico Lena, consigliere regionale della Lega Nord e relatore del progetto di legge, ora la Lis e la Lis tattile hanno "piena cittadinanza anche come sistema di comunicazione istituzionale". Il principio su cui si basa la nuova legge è la libertà di scelta per i sordi su quale strumento di comunicazione usare: la lingua dei segni oppure altri strumenti tecnologici. E per garantire questa libertà di scelta, la Regione  si impegna a promuovere iniziative e progetti che coinvolgano gli enti pubblici (in particolare le Ats e le scuole) affinché ospedali, scuole o ogni altro ufficio dell'amministrazione locale siano in grado di dialogare con chi è sordo. Per ora ha messo a bilancio 200mila euro: 50mila per il 2016 e gli altri per il 2017. Sarà compito della Giunta definire un piano triennale per l'attuazione della legge "coinvolgendo le associazioni maggiormente rappresentative" a livello regionale.

"Particolare attenzione è stata posta alla piena realizzazione del percorso scolastico e formativo nonché al perseguimento delle successive scelte di istruzione -aggiunge Federico Lena-, promuovendo l’insegnamento della Lis e della Lis tattile nelle scuole primarie e secondarie”. “Inoltre – conclude Federico Lena – viene promosso l’accesso ai servizi sanitari, in particolare dei servizi di Pronto Soccorso, e sociosanitari, attraverso l’utilizzo dei canali comunicativi linguistici e tecnologici atti a favorire l’accesso alla comunicazione e alle informazioni". (dp)

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