6 ottobre 2017 ore: 15:02
Disabilità

Bologna, al via le letture accessibili per bambini da 3 a 8 anni

“Storie per tutti”, giunto alla terza edizione, partirà il 7 ottobre al Centro documentazione handicap, con letture in Lis e comunicazione aumentativa e polisensoriale. Sotelo (Cdh): “Poche le iniziative su misura per i bambini con disabilità, difficoltà di apprendimento”
Letture per tutti 1
Letture per tutti 1

BOLOGNA - Una società senza barriere può passare anche dalle letture ad alta voce? È la scommessa che, per la terza edizione, si è dato il Centro documentazione handicap (Cdh) di Bologna per dare vita alla rassegna “Storie per tutti”, in cui saranno lette ad alta voce storie per bambini da 3 a 8 anni e che comincerà sabato 7 ottobre, per poi proseguire con altri 5 incontri fino a dicembre. A renderla possibile, un crowdfunding grazie al quale 370 sostenitori hanno dato il loro contributo. Una particolarità sta alla base di tutto il progetto: le letture saranno accessibili anche ai bambini con disabilità sensoriali o difficoltà di lettura e di apprendimento e ai bambini migranti che non conoscono ancora bene la lingua italiana. In che modo? A leggere ai bambini saranno gli operatori e i volontari del Cdh, che, oltre alla lettura ad alta voce, si serviranno anche della Lingua italiana dei segni (Lis), dalla comunicazione polisensoriale e dalla comunicazione aumentativa. E poi musica, proiezioni, lavagne luminose. “A Bologna ci sono tante occasioni in cui vengono letti libri – dichiara Belén Sotelo, un’insegnante che collabora con il Cdh per la rassegna – ma non ce ne sono molte su misura per i bambini con disabilità, difficoltà di apprendimento o che ancora non conoscono l’italiano”.

Rendere tutti i bambini alla pari l’uno con l’altro: un obiettivo molto preciso è quello che ha mosso il Cdh nella messa in cantiere e nella realizzazione di “Storie per tutti” sin dalla sua prima edizione, che ha visto la luce nel 2016. E anche un desiderio: che non fosse solo una buona volontà o una risoluzione d’intenti destinata, forse, a rimanere sulla carta, ma un progetto da mettere in pratica, con protagonisti i bambini da 3 a 8 anni. Queste sono state le premesse che hanno dato il via all’iniziativa, la quale si è proposta di riempire un vuoto, quello che continua a impedire ai bambini disabili o con disturbi dell’apprendimento di fruire dello stesso patrimonio di storie, racconti, fiabe e favole che fanno parte della vita dei loro coetanei normodotati o che non hanno difficoltà nell’apprendimento. Per farlo, il Cdh, i suoi operatori e i suoi volontari hanno scelto un approccio diversificato alle letture, in modo che siano il più possibile accessibili: la lettura tradizionale sarà affiancata dalla Lis e dalla comunicazione polisensoriale, che prevede stimolazioni visive, uditive, tattili e olfattive, e dalla comunicazione aumentativa, che permette anche ai bambini con difficoltà di apprendimento di poter comunicare e accedere al contenuto di un testo, scritto o narrato. “Ci saranno anche modalità diverse – spiega Sotelo – come proiezioni, lavagne luminose e l’ascolto di musica. Per questo c’è stato bisogno di mettere insieme competenze diverse da parte nostra”. Ma com’è stato il riscontro nei bambini che hanno partecipato nelle scorse edizioni? Molto positivo, secondo l’insegnante, tant’è che alcuni di quelli che sono venuti alla prima edizione continuano a essere presenti. “I genitori ci hanno ringraziato spesso, dicono che ci sarebbe molto bisogno di altre iniziative come questa”.

Ma “Storie per tutti” non si ferma a Bologna: sarà infatti un progetto itinerante, che partirà con il primo appuntamento (sabato 7 ottobre presso il Cdh di Bologna, via Pirandello 24) per poi toccare in novembre la ludoteca internazionale “La mondolfiera” di Firenze e proseguire con il doppio appuntamento di dicembre alla biblioteca comunale di Lizzano in Belvedere (Bologna) e al Centro documentazione Cassero di Bologna. “Ma continueremo anche dopo – rassicura Sotelo – vogliamo fare anche altri incontri sull’Appennino e nei reparti pediatrici degli ospedali di Bologna”. (Simone Lippi Bruni)

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