20 settembre 2010 ore: 11:09
Economia

Cellulari, in Kenya scoppia la guerra delle tariffe. E i consumatori esultano

Zain, il secondo operatore di telefonia mobile della nazione, ha abbassato i prezzi delle chiamate e degli sms di oltre la metà. Il risultato: per il concorrente Safaricom entrate scese del 2% in una sola settimana
Cellulari in Africa

Cellulari in Africa

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – Lo scontro è aperto. Letteralmente. Zain Kenya, il secondo più grande operatore di telefonia mobile della nazione che fa parte delle 16 operazioni Zain in Africa recentemente acquisite dall’indiana Bharti Airtel, ha lanciato una importante guerra dei prezzi, costringendo i suoi concorrenti a ricominciare tutto daccapo. Mentre i consumatori sono stati i beneficiari ultimi di questa guerra dei prezzi senza precedenti, il principale concorrente di Zain, Safaricom, ha dovuto sostenere il peso più grande dello scontro, con il traffico del network sceso del 2% nella prima settimana in cui Zain ha ridotto le tariffe di chiamata (sia on-net, tra utenti dello stesso operatore, che off-net, tra utenti di operatori diversi) e le tariffe degli sms di più della metà. Nel tentativo di ottenere una significativa quota di mercato e superare Safaricom, le cui tariffe vocali hanno attirato l'ira dei consumatori e della Commissione per le comunicazioni del Kenya (Cck), il regolatore del settore, Zain ha recentemente ridotto le proprie tariffe di chiamata da 8 ked (0,1 dollari statunitensi) a 3 kes (0, 0375 dollari statunitensi) al minuto. Secondo Rene Meza, amministratore delegato di Zain Kenya, la riduzione delle tariffe di chiamata fa parte della strategia di Bharti Airtel di stabilire come obiettivo i segmenti della popolazione a basso reddito. “E' tutto relativo alle economie di scala. Vogliamo raggiungere il segmento più basso di mercato che è stato finora trascurato dai nostri concorrenti. Forse non faremo soldi a breve termine ma i profitti arriveranno sicuramente nel lungo termine”, dice Meza. Bharti Airtel ha svelato a luglio la propria strategia per il Kenya e ha promesso di incrementare la propria quota di mercato corrente del 10% e sloggiare Safaricom dalla sua posizione dominante. Tuttavia sembrerebbe chiedere troppo se si considera che Zain (conosciuto allora come Kencell) è entrato nel mercato prima di Safaricom ma è stato subito sorpassato da quest'ultimo in seguito all'introduzione di prodotti innovativi. Resta da vedere se Airtel sarà in grado ora di cambiare questa posizione.
 
Secondo il direttore generale di Airtel, Manoj Kohli, la compagnia spera di raggiungere il suo ambizioso obiettivo inglobando le aree rurali e abbassando i costi di comunicazione. “Airtel cerca di incrementare la propria quota di mercato offrendo un maggior numero di servizi a valore aggiunto alla popolazione rurale come fa in India”, ha detto Manoj. Sebbene la sua fiducia si basi sui 450 mila villaggi coperti in India da Airtel, le condizioni dominanti di mercato in India non necessariamente verranno raggiunte in Kenya. Tuttavia, i concorrenti di Zain potrebbero trovarsi di fronte a una grossa sorpresa, come ci è stato riferito da Meza in un’intervista esclusiva. Col riposizionamento dell'immagine aziendale di Zain da parte di Airtel in ottobre previsto nei piani di investimento di 300 milioni di dollari statunitensi per il dispiegamento di infrastrutture nel paese così come per il portafoglio prodotti, la guerra di prezzi di telefonia mobile è appena cominciata, almeno a giudicare dalla reazione di altri operatori.
 
Meza sostiene che gli attuali tagli nei prezzi sono una caratteristica permanente e non un'offerta a breve termine, e che i consumatori potranno aspettarsi di più nei prossimi mesi. Zain ha registrato un'enorme incremento di abbonati in poche settimane grazie alla riduzione delle tariffe ma Meza non ha voluto rivelare le cifre. “La nostra non è soltanto un'offerta temporanea. Queste sono le nostre nuove tariffe. Molti abbonati sono già passati al nostro network e crediamo che questo numero crescerà enormemente prima della fine dell'anno”, ha detto Meza. Messo all'angolo, Safaricom ha reagito proponendo ai suoi clienti un'offerta di un mese a circa le stesse tariffe di Zain. Michael Joseph, direttore generale uscente di Safaricom ha detto di non essere pronto a prendere parte ad una sporca guerra dei prezzi. “Abbiamo azionisti che aspettano i propri dividendi e per questo motivo non prenderemo parte ad una guerra dei prezzi economicamente svantaggiosa con i nostri concorrenti”.
 
Ma sono gli stessi azionisti che lo hanno rimproverato di pagare loro bassi dividendi, 20 miseri centesimi per azione. All'incontro generale annuale degli azionisti, recentemente conclusosi, Joseph si è preoccupato in particolare di spiegare perché la compagnia più proficua dell'Africa orientale, facendo miliardi di scellini in profitti al netto delle imposte, può permettersi di pagare ai propri azionisti un dividendo di soli 20 centesimi per azione. (Zachary Ochieng, traduzione di Sara Marilungo)
© Copyright Redattore Sociale