17 luglio 2018 ore: 14:32
Salute

Azzardo. Il divieto di pubblicità non avrà effetto sulle slot machine

Secondo la relazione tecnica che accompagna il Decreto dignità, le conseguenze sulle abitudini degli italiani saranno limitate. La somma complessiva del "giocato" calerà del 5% nelle lotterie, nei gratta e vinci, nel lotto o nelle scommesse e del 20% sui giochi on line
Alberto Cristofari/A3/contrasto Sala slot, gioco d'azzardo, videopoker

MILANO - Il divieto totale della pubblicità del gioco d'azzardo, previsto all'articolo 9 dal Decreto Dignità, non avrà effetti sulle slot machine. Non farà diminuire il numero dei giocatori o quanto spendono. Inciderà invece soprattutto sul gioco on line e in misura contenuta sulle lotterie, sui giochi numeri (come il Lotto o il Gratta e Vinci) e sulle scommesse sportive. È quanto prevede la relazione che accompagna il provvedimento varato dal governo Conte.
"Sulla base dei dati in possesso e delle informazioni provenienti dai concessionari -si legge nella relazione - si stima che gli investimenti pubblicitari e di sponsorizzazione si aggirino intorno a 150/200 milioni di euro all'anno". Investimenti pubblicitari "vicini allo zero" per quanto riguarda le slot machine, "settore ritenuto a più forte rischio per il gioco cosiddetto problematico". In altri termini, il divieto di pubblicità non farà cambiare abitudine agli italiani che tentano la fortuna con le macchinette.

L'articolo 9 vieta pubblicità in ogni forma del gioco d'azzardo, così come le sponsorizzazioni eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi. Divieto che è stato accolto con entusiasmo dalle numerose associazioni ed enti del terzo settore che si sono sempre battuti perché il gioco d'azzardo fosse regolamentato in maniera più stretta per limitarne i danni sociali. E uno dei cavalli di battaglia è stato proprio il divieto di pubblicità, come già avviene nel settore dei tabacchi. Gli effetti potrebbero però non essere così significativi, come immaginato dalle diverse campagne contro il gioco d'azzardo.

Per le lotterie e i giochi numerici, il divieto di pubblicità comporterà, secondo la stima contenuta nella relazione tecnica, una riduzione del giocato pari al 5%. Per l'erario ciò significa, a livello teorico, una perdita di 112 milioni di euro nel 2019 e di 150 milioni nel 2020. Un calo del giocato del 5% è previsto anche per le scommesse sportive. In questo settore "la rete fisica (delle agenzie di scommesse, ndr) essendo visibile all'esterno, attenuerebbe gli effetti del divieto stimati per il gioco on line", si legge nella relazione. La rete fisica anzi potrà comunque svolgere una funzione di "traino anche per le scommesse on line, limitatamente a quei brand che sono riconosciuti in entrambi i comparti".

Per l'erario la perdita teorica è di 15 milioni di euro nel 2019 e di 20 milioni di euro nel 2020. Per il gioco on line, la stima del calo del giocato è pari al 20%. "In questo comparto la pubblicità e la sponsorizzazione rappresentano l'unico modo per farsi conoscere dai giocatori e per distinguersi dagli operatori illegali, contribuendo così alla spostamento del gioco dal settore dell'illegale a quello legale". Per l'erario, la perdita teorica è di 20 milioni di euro nel 2019 e di 28 milioni di euro nel 2020.

Le perdite per l'erario sono solo teoriche, perché il comma 6 dell'articolo 9 del Decreto Dignità prevede un aumento del prelievo erariale sulle slot machine e sulle videolottery, quindi proprio su quegli apparecchi per le quali di solito i gestori del gioco d'azzardo non fanno investimenti pubblicitari. E quindi, a fronte di perdite teoriche complessive di 147 milioni di euro nel 2019 e di 198 milioni di euro per il 2020, lo Stato incasserà rispettivamente 195,5 milioni di euro e 234 milioni di euro, proprio in virtù di questo maggiore prelievo erariale su slot machine e videolottery. (dp)

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