27 gennaio 2017 ore: 14:33
Non profit

Ad Amatrice danneggiate 9 stalle su 10. Cesvi in aiuto degli allevatori terremotati

Consegnati nuovi macchinari per la produzione e la conservazione del latte anche nelle tensostrutture d’emergenza allestite dopo il sisma a 11 le aziende selezionate da Coldiretti che in totale hanno più di 500 mucche. Milesi (Cesvi): “Si tratta di un primo aiuto per ripristinare il flusso produttivo”
Roger Lo Guarro Marco Terribile nella stalla danneggiata dal sisma_Foto di Roger Lo Guarro

Foto di Roger Lo Guarro

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Marco Terribile nella stalla danneggiata dal sisma_Foto di Roger Lo Guarro

AMATRICE - Marco Terribile ha 47 anni e fa l’allevatore a Moletano, una frazione di Amatrice. Quando c’è stato il terremoto lo scorso 24 agosto, si è precipitato fuori dal - letto perché non riusciva a stare in piedi da tanto la terra tremava. “Le mucche muggivano impazzite, una aveva saltato il recinto e se ne stava accasciata a terra, immobile, dall’altra parte”, racconta. La sua stalla è inagibile ma fino a quando non sarà pronta quella nuova è l’unico posto in cui può tenere le mucche. “Per ora regge, ma se arriva una scossa forte rischia di crollare tutto”, aggiunge. Una preoccupazione ancora maggiore dopo le molteplici scosse, di cui 2 di magnitudo superiore a 5, registrate tra il 18 e il 19 gennaio. Marco Terribile è uno degli 11 allevatori della zona di Amatrice (che in totale hanno più di 500 mucche) che hanno ricevuto nuovi macchinari per la produzione e la conservazione del latte (4 mungitrici fisse, 4 mungitrici a carrello, 9 frigo-latte) grazie a un progetto di Cesvi. In collaborazione con Coldiretti Roma-Rieti, Cesvi ha scelto di sostenere gli agricoltori del comprensorio di Amatrice, dove quasi il 90 per cento delle stalle è danneggiato e molti allevatori svolgono la loro attività in strutture pericolanti o inagibili. “Grazie alle nuove attrezzature, potrò continuare a produrre e consegnare il latte ogni giorno”, dice Terribile.

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Davide Girolami con un vitellino_Foto di Roger Lo Guarro

Dopo il terremoto del 24 agosto e quello del 30 ottobre ad Amatrice sono rimasti solo un bar alimentari e i contadini, per stare vicini alla terra e agli animali. L’inverno e le forti nevicate rendono la situazione ancora più critica: le mucche sono in pericolo a causa del freddo e dell’inagibilità delle vecchie stalle, in cui gli allevatori sono costretti a tenerle fino a quando non saranno pronte le tensostrutture coperte. “Mi sono salvato perché la notte del 29 ottobre non ho regolato l’orologio sull’ora solare e ho iniziato a lavorare un’ora prima del solito. Se così non fosse stato, alle 7.40 del 30 ottobre sarei stato nel magazzino che è crollato a causa del terremoto”. A parlare è Luca Guerrini, 36 anni, allevatore di Faizzone, frazione di Amatrice. Per un mese, dopo il sisma, ha vissuto in tenda per stare vicino agli animali e ai macchinari, ora sta con i genitori in un container. A fare la guardia agli animali c’è Fiocco, un cane di un anno e mezzo. “Sono riuscito a ricavare una stalla da un vecchio magazzino, ma non è abbastanza grande per ospitare tutte le mucche, qualcuna dorme all’aperto – dice Guerrini –. La produzione si è dimezzata, prima per la paura delle scosse, poi per la confusione creata dai mezzi di soccorso e ora per il freddo”. Anche Davide Girolami, 26enne di Crognale, frazione di Amatrice, a capo di un’azienda con 120 mucche, ha ricevuto un frigo-latte da Cesvi. “Non ho perso mucche durante il terremoto, è successo dopo – racconta – Alcune si sono ammalate di polmonite, altre hanno abortito. Sono morti anche alcuni vitellini perché al minimo rumore le mucche cercano di scappare e loro restano schiacciati dagli zoccoli degli animali più grandi”. Mentre prima il latte prodotto in zona veniva ritirato quotidianamente, oggi avviene ogni 2 giorni. E agli allevatori servono frigo-latte più grandi o in numero maggiore. “Ne avevo 2 ma 1 si è rotto, quello che ho ricevuto da Cesvi è fondamentale per non perdere la produzione”, afferma Girolami.

Foto Roger Lo Guarro
Luca Guerrini nella stalla dove tiene parte delle mucche_Foto Roger Lo Guarro

“Il primo obiettivo del progetto è fornire un sostegno immediato agli agricoltori e agli allevatori in difficoltà che, nonostante i danni provocati dal sisma e le condizioni meteorologiche avverse, hanno scelto di non abbandonare le loro case e le loro aziende – spiega Giangi Milesi, presidente di Cesvi – La donazione di attrezzature nuove rappresenta un primo, necessario aiuto alle aziende colpite dal terremoto che hanno la necessità di ripristinare al più presto il flusso produttivo per limitare il più possibile il danno economico provocato da questa catastrofe naturale”. (lp)

Davide Girolami con Milena Paglia di Cesvi e il frigo-latte
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