3 gennaio 2019 ore: 15:39
Giustizia

"Eredi eretici", debutta lo spettacolo della Compagnia del Pratello

In scena 9 ragazzi in carico ai servizi di giustizia minorile, un minore straniero non accompagnato inserito nel sistema Sprar di Bologna e un ragazzo che, entrato nella compagnia 5 anni fa, ha scelto di non abbandonarla. Debutto mercoledì 9 gennaio al Teatro Arena del Sole
eredi eretici

BOLOGNA – “Fare uscire dal circuito penale le voci di coloro che non fanno parte del mondo degli uomini liberi”. È questo l’obiettivo, come spiega Paola Ziccone del Centro giustizia minorile per l’Emilia-Romagna e Marche, di “Eredi eretici”, il nuovo spettacolo di Paolo Billi con la Compagnia del Pratello, impegnata ormai da 20 anni in laboratori teatrali presso l’Istituto penale minorile di Bologna e in altri contesti di conflittualità sociale. “Si tratta di un’attività educativa, formativa e lavorativa – sottolinea Ziccone –. Iniziative come questa danno l’opportunità ai ragazzi di fare il punto sulla propria vita guardando avanti. Perché le misure penali devono servire a dare un futuro: noi ogni anno rinnoviamo il finanziamento a questo progetto perché continuiamo a credere nel suo valore”.

“Eredi eretici” debutterà mercoledì 9 gennaio al Teatro Arena del Sole (dove rimarrà in cartellone sino a domenica 13 gennaio). Dieci i protagonisti: 9 sono ragazzi in carico ai servizi di giustizia minorile e vengono da diverse Comunità educative del territorio regionale. Si chiamano: Abdessamed, Danilo, El Mehdi, Elias, Hichame, Karim, Peng Fei, Stefano, Yossef. Con loro, un minore straniero non accompagnato inserito del sistema Sprar cittadino; un ragazzo che, entrato nella compagnia 5 anni fa, ha scelto di non abbandonarla, e gli attori dell’associazione di promozione sociale Botteghe Molière.

“Se sul palcoscenico non ci saranno ragazzi accolti nell’Ipm, il lavoro che abbiamo fatto insieme in questo ultimo anno sarà ben presente”, assicura Billi . La scenografia, infatti, è stata realizzata dall’architetto Gazmend Llanaj con i ragazzi dell’Ipm di Bologna nei percorsi formativi per l’inclusione socio-lavorativa dei giovani a cura di Iiple (l’Istituto per l'istruzione professionale dei lavoratori edili della Provincia di Bologna): Achraf, Aleksander, Amplayia, Andrea, Burhan, Cristian, Davide, Dziri, Hamza, Isacco, Ralph e Wu.

La drammaturgia di Paolo Billi compone scritture diverse sul tema “Padri e figli”, realizzate in alcuni istituti penali nel corso di tutto il 2018: a Bologna, a Reggio Emilia e a Pontremoli (nella sezione femminile). Tra le scene corali, anche gli echi di conflittuali lettere “al padre” scritte da figli illustri: da Wolfgang Amadeus Mozart a Giacomo Leopardi, da Karl Marx a Franz Kafka. “Eredi eretici mette in scena gli smarrimenti e le solitudini di figli che cercano e si rivolgono a padri assenti, a padri perduti, a padri che nulla possono lasciare in eredità. La scena è un grande ripido piano inclinato, dove stanno sospesi numerosi microfoni illuminati dall’alto: sono i luoghi da dove mettersi in comunicazione con chi materialmente non è presente, ossia i padri”.

“Eredi eretici” s’inserisce nel progetto Stanze di teatro in carcere del Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, che vede per il triennio 2018-2020 6 registi impegnati in 7 carceri della regione – Forlì, Ferrara, Modena, Castelfranco Emilia, Ravenna, Parma, Bologna – e presso i Servizi di giustizia minorile, su un medesimo tema: padri e figli. Lo spettacolo fa parte delle azioni del progetto speciale sostenuto dal Mibac “Generazioni e confili. Creazione di comunità e trasmissione di saperi teatrali in carcere” realizzato in partenariato con Teatro dei Venti e Altre Velocità.

La conferenza stampa di presentazione dello spettacolo è stata anche l’occasione per Paola Ziccone di fare il punto sul Teatro del Pratello, un vero e proprio teatro adiacente al carcere chiuso nel 2001, per la cui riapertura esiste già un progetto: “C’è la possibilità di ristrutturarlo, ma lo deve volere la città. Perché non basta riaprirlo, occorre anche riempirlo”. “Il processo non è semplice – aggiunge Billi – perché i tempi sono cambiati: una volta i cittadini spingevano per partecipare alla vita del carcere, oggi non è più così. Le carceri sono sicuramente più aperte, ma la città non ha più l’attenzione di una volta”. (Ambra Notari)

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