3 febbraio 2015 ore: 15:37
Giustizia

“Con i nuovi imprenditori della paura si rischia boom di stranieri in carcere”

L’allarme del presidente di Antigone, Patrizio Gonnella. “C’è chi sta costruendo le proprie fortune politiche intorno all’identificazione fra immigrato e terrorista. Comunità che vivono ai margini potrebbero risentirne a causa dei maggiori controlli di tipo repressivo

ROMA – La popolazione straniera in carcere rischia di aumentare se si cade nuovamente nella trappola della “paura” dell’immigrato. A mettere in guardia da un possibile nuovo incremento della popolazione carceraria, soprattutto straniera, è il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, che oggi a Roma ha presentato uno studio dedicato alla presenza di stranieri negli istituti di pena italiani dal titolo “Detenuti stranieri in Italia. Norme, numeri e diritti”. Secondo Gonnella, da ottobre 2014 “hanno iniziato a nascere nuove campagne contro gli immigrati”. Per il presidente di Antigone, infatti, “c’è chi sta nuovamente svolgendo il proprio ruolo di imprenditore della paura negli ultimi mesi, puntando a costruire le proprie fortune politiche intorno alla paura dell’immigrato e oggi addirittura intorno all’identificazione fra immigrato e terrorista”.

Come possa tutto questo incrementare i detenuti stranieri, Gonnella lo spiega così: “Sappiamo che non è solo una questione di norme – ha aggiunto - ma anche una questione di pratiche di polizia e della magistratura. La norma sulla clandestinità non ha prodotto neanche un detenuto, perché era una norma che prevedeva una sanzione pecuniaria e poi i giudici avevano già interiorizzato che doveva essere disapplicata. Però se noi adesso, invece, costruiamo nuovamente lo stereotipo dell’immigrato che ci sta rubando i soldi e che forse ci mette anche una bomba sotto casa, ci sarà sicuramente un aumento dei controlli, un aumento del lavoro di polizia e dei fermi. Pensiamo a tutto il sistema e a quelle comunità che vivono ai margini e rischiano un maggiore controllo di tipo repressivo”.

L’aumento di controlli, quindi, potrebbe portare ad un’inversione di tendenza nella popolazione penitenziaria, che negli ultimi tempi ha visto un calo grazie agli ultimi interventi normativi. Tuttavia, per Gonnella, occorre essere vigili. “Se non si sta attenti, non è detto che tutto questo non comporti a sua volta anche l’ipotesi di cambiare le norme nuovamente. Ci basta un attimo: è con 50 arresti nel giro di sei mesi che si costruisce quella paura per cui ricambiano nuovamente le norme. Non abbiamo un sistema immune dai rischi”. (ga)

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