30 settembre 2015 ore: 14:08
Disabilità

La fascetta da 2.500 euro che “rilassa i bambini autistici”. I soliti ciarlatani?

Polemica su un dispositivo non ancora sperimentato in Italia, ma promosso dalla Croce Rossa e venduto a caro prezzo. La Rovere: “ennesima proposta indecente”. Scattoni (Iss): “Assunto scorretto e metodo inconsistente”. Hanau (Angsa): “Sì a sperimentazione, ma le famiglie aspettino”
Bambino autistico con fascetta "Mente"

- ROMA - Si chiama “Mente”, arriva da Malta ed è un dispositivo “che aiuta a rilassare la mente dei bambini con autismo”, consentendo loro di concentrarsi e “impegnarsi positivamente con il loro ambiente”. In Italia deve essere ancora sperimentato, ma intanto è in vendita a circa 2.500 euro. E' stato inventato da AAT Research, un laboratorio di neuro-ricerca e sviluppo, fondato dal neuroscienziato Adrian Attard Trevisan, ricercatore di Autism Spectrum Disorder per un decennio.

Il solito ciarlatano, venditore d'illusioni a caro prezzo, oppure una promessa scientificamente fondata e potenzialmente utile per il mondo autistico? Gabriella La Rovere non ha dubbi: mamma e medico, conosce l'autismo personalmente e professionalmente e sa quanti mercanti di speranze esistano in giro. Così non ha esitato a liquidare decisamente l'informatrice che, alcuni giorni fa, l'ha contattata per provare a venderle “Mente”, come racconta sul portale fondato da Gianluca Nicoletti Pernoiautistici

Ma cos'è “Mente”? Come funziona? E come è arrivato in Italia? Il dispositivo è apparentemente semplice, una specie di fascetta da indossare, sulla testa che rileva continuamente il tracciato dell'elettoencefalogramma e interviene quando capta onde anomale, inviando un segnale sonoro capace di “calmare” il soggetto. La sperimentazione in Italia non è ancora iniziata, ma “le intenzioni sembrano serie – riferisce Carlo Hanau, che con l'Agsa è stato contattato e ha deciso di partecipare al test – non mi pare si tratti dei soliti ciarlatani, visto che questi, diversamente da quelli, chiedono la possibilità di condurre una sperimentazione scientifica. Ci siamo presi del tempo per decidere – spiega ancora Hanau – ma credo che sia giusto dare non fiducia, ma almeno una possibilità a questo dispositivo. Anche se non mi piace – ammette – che abbiano già iniziato a vendere ciò di cui devono ancora provare l'efficacia: per questo raccomandiamo alle famiglie di non acquistare nulla prima che sia conclusa la sperimentazione. Quel che è certo, però, è che il dispositivo è innocuo: non un farmaco, con possibili effetti collaterali, ma un'apparecchiatura, che in quanto tale obbedisce a leggi diverse ed è stata dichiarata sicura. Non vogliamo buttar via una possibilità, per quanto modesta sia”.  

Una certa letteratura su “Mente” intanto esiste, fuori dall'Italia: qualche articolo è stato pubblicato, per presentare il progetto e illustrare i risultati delle sperimentazioni svolte. E una presentazione “ufficiale” si è svolta nei mesi scorsi, presso la sede nazionale della Croce rossa italiana, che ha ospitato un convegno dedicato proprio a “Mente”. Tra gli uditori c'era Maria Luisa Scattoni, ricercatrice dell'Istituto superiore della Sanità, che ha ascoltato con attenzione e poi studiato scrupolosamente gli articoli esistenti sul tema. “Ho trovato enormi problemi nella sperimentazione dal punto metodologico: – ci riferisce - numero basso di soggetti, assenza di gruppo di controllo, nessuna indicazione su età dei soggetti né tipo di diagnosi. Di fronte a questa inconsistenza scientifica, ho deciso di non partecipare alla sperimentazione. E poi – aggiunge – la sperimentazione parte da un assunto scorretto: che l'autismo, cioè, si basi su un'alterazione nel tracciato Eeg”. Il convegno, poi, “aveva uno scopo palesemente commerciale – aggiunge – Ma quello che più mi indispone è scoprire, tramite l'articolo di Gabriella La Rovere, ma anche tramite gruppi Facebook di famiglie e associazioni a cui sono iscritta, che l'azienda ha iniziato a vendere questo dispositivo e a contattare direttamente i genitori, a quanto pare anche attraverso presunti operatori della Croce Rossa, per proporre l'acquisto di Mente”. 

Lo dimostra una delle conversazioni avvenute proprio alcuni giorni fa sul gruppo “Ricerca e terapia nello spettro autistico”: “Sono stata contattata dalla Cri ma le informazioni non mi sono risultate abbastanza chiare, direi un po' confuse”, riferisce Arianna. E seguono i commenti di chi prova a “chiarire” le idee, o manifesta curiosità, o dichiara decisamente il proprio scetticismo. Il fatto che sia “promosso dalla Croce Rossa” accresce però la fiducia, almeno in alcuni. Intanto, il dispositivo è vendita anche online, sul sito di Promosalute: al prezzo di 2.550 euro. (cl)

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