7 febbraio 2003 ore: 12:01
Famiglia

Rapporto Unicef. Il rischio dei quartieri poveri: mancano fogne, acqua e c'è un'alta concentrazioni di rifiuti

FIRENZE – Le infrastrutture, le condizioni abitative ed il contesto sociale, sono questi gli elementi che nelle grandi aree urbane cancellano la possibilità di proteggere e rendere sicura la vita e la salute di bambini e adolescenti, secondo lo studio dell’Unicef dedicato a “L’infanzia urbana tra povertà ed esclusione sociale” e presentato oggi a Firenze.
Nei quartieri poveri delle grandi città spesso le condizioni di vista sono insalubri e pericolose, complicate dall’alta concentrazioni di rifiuti che elevano il rischio di infezioni e malattie. Ogni anno si legge nel rapporto muoiono milioni di neonati e bambini nelle città e tanti altri si ammalano o subiscono incidenti molto gravi. A fare la differenza il sistema idrico e quello fognario, lo smaltimento dei rifiuti, l’assistenza sanitaria, infrastrutture igieniche: dove ciò manca o è inadeguato i tassi di mortalità (0-5 anni) raggiungono i livelli di 10-20 volte superiori rispetto alle condizioni di maggiore adeguatezza in cui si calcola che muoiano 10 bambini ogni 1000. La maggior parte dei centri urbani dell’Africa e dell’Asia non possiedono fognature; in Azerbaigian il 33% della popolazione utilizza ancora le latrine e in Ghana almeno 120 persone usano la stessa latrina. Dal punto di vista dell’inquinamento chimico invece la forma di inquinamento più pericolosa per i bambini è quello dell’aria domestica, a causa dell’impiego di combustibili come il carbone e l’utilizzo di stufe malridotte. Gli effetti di questi agenti insieme alla malnutrizione possono finire per determinare un ritardo nella crescita e il manifestarsi di infezioni respiratorie anche molto acute. Ma nelle grandi città si muore anche a causa di incidenti. Secondo l’Unicef ogni anno milioni di bambini rimangono uccisi in incidenti domestici o nelle immediate vicinanze e altre decine di milioni rimangono gravemente feriti. Dove sono sotto controllo le morti per malattie infettive, rimane questa la prima causa di morte nei minori.
La sicurezza diventa un problema più grande da mantenere quando con l’aumentare dell’età i bambini cominciano ad allontanarsi da casa: il traffico, cani randagi, acque stagnanti, canali di scolo, terreni coperti di rifiuti, con vetri, materiali infiammabili o pericolosi, tutto questo può concorrere a rendere meno sicura la vita dei minori.
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