3 marzo 2019 ore: 09:36
Disabilità

La sedia con l’asinello, "piatto forte" della Locanda del Terzo Settore

Le richieste superano la produzione di seggiole decorate dai ragazzi di "Centimetro Zero": giovani con disabilità intellettiva che da tre anni lavorano con successo nel ristorante sociale marchigiano
Sedia Nunù locanda terzo settore

PAGLIARE DEL TRONTO – “… e prendo anche la seggiola con l’asinello”. Impegno sociale, riciclo, ambiente, amicizia e decoupage: gli ingredienti ci sono tutti e il risultato è sorprendente, quanto inaspettato. La storia arriva dalle Marche, dalla locanda sociale "Centimetro Zero" che da tre anni nella media valle del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, impiega giovani con disabilità intellettiva impegnati nei diversi ambienti del ristorante, dalla sala, all’orto, alla cucina. Tra i laboratori didattici e ricreativi avviati nei momenti di pausa, il più frequentato propone la decorazione di mobili riciclati che poi vanno a comporre l’arredo vero e proprio degli ambienti destinati alla ristorazione.

E’ così che i ragazzi del centro diurno di Spinetoli hanno costruito, nel tempo, pezzo per pezzo, dal nulla, il locale realizzato insieme alla Fondazione Carisap. E’ così che era nata l’idea di mettere in vendita le seggiole su cui si consuma la cena. Le richieste erano arrivate alla spicciolata, fino a che uno dei ragazzi ha pensato di inserire la foto di Nunù, l’asinello mascotte del ristorante sociale, tra le decorazioni delle sedute. “E’ stata un’idea vincente – spiega Emidio Mandozzi, responsabile della Locanda – perché da quel momento le richieste si sono moltiplicate e adesso abbiamo più ordini che seggiole da esporre”.

Oltre 400 ingressi settimanali, sold out fisso nel week end, sei giorni di apertura su sette, con la pausa del lunedì e il pranzo proposto il sabato e la domenica, "Centimetro Zero" continua a registrare serate con un ottimo afflusso di persone, attirate dalla cucina di qualità e dal valore del progetto sociale. Sono 18 i ragazzi impegnati, 14 maschi e 4 femmine, età media 23 anni, lavorano a turni di 5 ore al giorno, per 3 giorni a settimana “e sono tutti assunti o hanno borse lavoro – sottolinea Roberta D’Emidio, responsabile del progetto sociale –. Hanno la passione per la cucina e nel tempo sono riusciti a integrarsi e ad acquisire la necessaria preparazione e autonomia, superando i limiti imposti dalle loro patologie. I laboratori manuali, come quello per la decorazione degli arredi, sono tra i momenti di socialità che apprezzano di più. La seggiola con l’asinello è piaciuta molto e siamo felici che l’idea sia arrivata da loro”.

 

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