22 luglio 2015 ore: 14:03
Immigrazione

Migranti, 370 sbarcati a Palermo. "Arginare il genocidio nel Mediterraneo"

Già disposti i trasferimenti nei centri di Napoli, Milano e Torino. 12 donne in gravidanza verranno accolte a Palermo nell’ex Ipab di Boccadifalco e 30 immigrati a Monreale. Tanti i volontari presenti al porto
Palermo sbarchi. luglio 1

PALERMO – Trecentosettanta immigrati questa mattina sono arrivati con la nave militare irlandese Niamh al molo Puntone del porto di Palermo. Tra questi, molte donne con bambini piccolissimi e 12 in stato di gravidanza. In particolare, sono 280 uomini, 75 donne e una ventina di minori non accompagnati. Si tratta di nigeriani, ghanesi, originari del Sudan, eritrei, un migrante della Liberia, un senegalese, alcuni provenienti dal Bangladesh, somali, marocchini, qualche siriano, libico, etiope e pakistano. I migranti, soccorsi nel corso di varie operazioni davanti alle coste libiche, sono stati accolti dalla task force organizzata dalla prefettura che vede impegnati anche i volontari della Caritas, della Croce Rossa e le forze dell'ordine. La Caritas con i 28 volontari e tre operatori si è preoccupata di donare le scarpe e rifocillare con cibo e acqua tutti i migranti scesi dalla nave.

Palermo sbarchi. luglio 1

Subito disposti i trasferimenti nei centri di accoglienza del territorio nazionale: 100 andranno a Napoli, 100 a Milano, 100 a Torino, 12 donne in gravidanza più un compagno di una di loro saranno accolte nell’ex Ipab di Boccadifalco di Palermo e 30 a Monreale.  "L'ennesimo sbarco dimostra quanto i migranti siano vittime di un sistema criminogeno che, unito a quello proibizionistico del permesso di soggiorno, li rende schiavi e facili prede della criminalità organizzata. La Carta di Palermo, che ieri ho consegnato al Sommo Pontefice e il cui testo ho illustrato in Vaticano, nel corso del mio intervento durante il convegno internazionale 'Schiavitù moderna e cambiamenti climatici, l'impegno delle città', è quanto mai attuale e andrebbe presa in considerazione dalle istituzioni comunitarie".  Lo ha affermato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, commentando lo sbarco di questa mattina. "Occorre abolire il permesso di soggiorno e approvare una radicale riforma della legge sulla cittadinanza - ha concluso Orlando - se vogliamo porre un argine al genocidio in corso nel Mediterraneo e non esserne considerati complici".

Palermo sbarchi. luglio 2

Tra i volontari Caritas, presenti anche il francescano Fra’ Loris che, anche se reduce da un infortunio, ha voluto ugualmente dare il suo sostegno ai migranti e una giovane di origine marocchina che sta facendo il campo internazionale Emmaus. “E’ il mio primo sbarco di accoglienza in emergenza – dice la volontaria Zaineb Belaaouey di origine marocchina con cittadinanza italiana da due anni che nella vita lavora nell’ufficio di protezione sociale umanitaria del comune di Venezia -. Per noi operatori sociali è molto importante partecipare anche a questi momenti iniziali di arrivo al porto che sono sempre molto forti e traumatici. Vedere i loro volti, la loro sofferenza appena mettono piede in Italia è molto significativo per noi che siamo abituati a rispondere come operatori in una fase successiva. Prima di oggi avevo lavorato soltanto di immaginazione ma assistere e partecipare attivamente ad uno sbarco è tutta un’altra cosa”.

Palermo. Sbarchi. luglio 3

Tra i veterani della Caritas insieme al marito c’è pure la signora Maria Rita Napoli di 63 anni. “Mio marito ha partecipato quasi a tutti gli sbarchi mentre per me è il terzo ma è sempre come se fosse la prima volta – racconta la signora commossa -. Assistere e rispondere soprattutto a donne e bambini mi emoziona sempre. Vedere arrivare questa gente disperata che ha bisogno di tutto ci dà una grande energia e non ci fa sentire neanche la stanchezza. In particolare, fare ritrovare la serenità ai bambini con le loro mamme e a tutti questi ragazzi giovanissimi che si sentono salvi per essere finalmente giunti sulla terraferma è un’esperienza umana straordinaria e indescrivibile”. Un’altra instancabile volontaria è la giovane Flavia De Simone. “Occorre continuare senza scoraggiamenti – dice con forza – perché davanti a queste persone non possiamo e dobbiamo chiudere gli occhi. Bisogna andare avanti con coraggio, determinazione per dare un primo conforto anche all’inizio con i beni primari. Con amore e fede proseguiamo il nostro servizio anche davanti a casi difficili, contribuendo a fare ritornare la tranquillità a queste persone. Una serenità che inizia subito con la possibilità di potere dormire già senza sentire gli spari delle armi in Libia”. Chi fosse interessato a diventare volontario o a donare qualcosa può rivolgersi al Centro Agàpe della Caritas, di piazza Santa Chiara 10, a Palermo, o telefonare al numero: 091327986. Chi volesse partecipare, anche con un piccolo contributo economico, può farlo attraverso bonifico bancario al seguente numero: Codice IBAN n. IT78A0335901600100000125153 intestato a: ARCIDIOCESI DI PALERMO - CARITAS DIOCESANA– Banca Prossima. (set) 

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