15 ottobre 2018 ore: 17:57
Immigrazione

Caso Lodi, “è una forma di maltrattamento psicologico grave”

Il Cismai: “Escludere dalla mensa scolastica i bambini, perché stranieri, non è accettabile ed è in aperto contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione Onu”. Amnesty International: “Sospendere la delibera”

LODI - "Escludere dalla mensa scolastica i bambini, perché stranieri, non è accettabile ed è in aperto contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione Onu ratificata, con la Legge 176 del 27 maggio 1991, dal nostro Paese". Così commenta Gloria Soavi, presidente del Cismai (Coordinamento italiano contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia) in merito alla vicenda della mensa scolastica di Lodi.
"Si tratta di una decisione grave ai danni di minori di età che dovrebbero invece essere tutelati e non esposti a questa discriminazione che, proprio perché avviene all'interno di una comunità tra pari, è particolarmente umiliante tanto da configurarsi come una forma di maltrattamento psicologico grave. E tutto ciò avviene a scuola, il luogo dove invece si dovrebbero gettare le basi
di quella integrazione di cui tutta la società ha bisogno. E' il superiore interesse del minore il principio che deve prevalere in tutte le questioni che riguardano i minori di età. Un principio che troppo spesso viene ignorato dalle stesse istituzioni che dovrebbero garantirne il rispetto. Auspico che la situazione sia al più presto risolta e i bambini stranieri siano riammessi alla mensa scolastica assieme ai loro compagni così come ha affermato anche la Garante nazionale Infanzia e Adolescenza, Filomena Albano".

Amnesty International Lombardia: “Sospendere la delibera”. Amnesty International Lombardia esprime preoccupazione per la delibera approvata dal comune di Lodi. 
In una lettera inviata alla sindaca di Lodi, Sara Casanova, il responsabile di Amnesty International Lombardia, Simone Rizza, ha dichiarato che "in conseguenza di tale disposizione, in molti casi si ha l’impossibilità di attestare una situazione patrimoniale di difficoltà, a carico di una considerevole fascia di popolazione debole e sulla base di un criterio inequivocabilmente discriminatorio (...). Gli effetti sono di particolare rilevanza se visti in relazione al servizio di mensa e di trasporto pubblico per i bambini delle famiglie colpite dal provvedimento, il cui diritto allo studio e ad una positiva integrazione con i compagni pari-età rischiano di essere seriamente compromessi". 
Amnesty International Lombardia ha dunque chiesto alla sindaca di sospendere questa misura al più presto, individuando in via alternativa criteri diversi e comunque non discriminatori. 

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