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28 novembre 2002 ore: 17:04
Salute

Terzo Rapporto sulla cronicità: circa il 65% dei disabili over65 è affetto da almeno una patologia cronica

ROMA – Crescono le patologie croniche in Italia e crescono i bisogni di assistenza di quanti ne sono affetti. E’ il risultato del Terzo Rapporto sulle politiche della cronicità presentato questa mattina dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici-Cittadinanzattiva. Secondo il rapporto la popolazione italiana con una o più patologie croniche è cresciuta del 2,7% dal 1998 al 2000, con un incremento rilevante per osteoporosi (+28%), malattie allergiche (+22,7%) ed ipertensione (+17,4%). L'allarme principale riguarda i soggetti che, in seguito all'incidenza di una o più malattie croniche, vengono a trovarsi in condizioni di disabilità. Dei quasi due milioni i disabili in Italia circa il 65% di essi con oltre 65 anni di età è affetto da almeno una patologia cronica. Se si considera che tali soggetti vivono da soli, nel 28,4% dei casi, e dispongono di risorse economiche scarse nel 42%, si comprende il notevole impatto di questi soggetti sul fabbisogno socio-sanitario del paese.
"Sono ancora numerose le patologie croniche prive di qualsiasi riconoscimento e copertura finanziaria, per le quali ci sembra indispensabile una integrazione del Regolamento di individuazione delle malattie croniche ed invalidanti, cosa ormai possibile su iniziativa diretta del Ministero della Salute” afferma Francesco Tempesta, presidente del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC). “Dalla Finanziaria in discussione non arrivano, purtroppo, molti segnali positivi - dichiara Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato - Si annuncia un rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale che ha molte probabilità di essere virtuale più che reale. Si accentua la tendenza a porre al centro le questioni di bilancio piuttosto che le esigenze dei cittadini, mentre ai Comuni, chiamati a svolgere un ruolo estremamente impegnativo su questo fronte, si destinano sempre meno risorse. Ci sembra sia arrivato il momento di assumere un impegno forte per un finanziamento adeguato delle prestazioni socio-sanitarie e, in tal senso, hiediamo un impegno preciso a Governo, Parlamento e Regioni in modo da garantire risposte adeguate ai bisogni dei malati cronici, nel rispetto dei principi di universalità, solidarietà ed equità ai quali si è sempre ispirato, pur tra difficoltà e limiti evidenti, il nostro servizio sanitario".
Ma cosa lamentano i malati cronici? Delle segnalazioni giunte al Pit salute (servizio di consulenza, informazione ed assistenza del Tribunale per i diritti del malato) più del 50% di queste segnalazioni fa riferimento alla necessità di orientamento all'interno del servizio sanitario nazionale, determinato, in gran parte, dalla frammentazione (13 2%) ed inadeguatezza (9,7%) delle informazioni, dalla burocratizzazione dei percorsi assistenziali (11,6%) e dalla mancata presa in carico (19,4%). Rilevanti le difficoltà di fruizione dei servizi territoriali (29,3%), con una percentuale di segnalazioni quasi doppia (53,7%,) per i malati cronici con oltre 75 anni di età. “A fronte di una richiesta di servizi così evidente e pressante, - si legge nel rapporto - i cittadini lamentano anche il cattivo funzionamento di ciò che viene messo a loro disposizione, in particolare per i servizi territoriali: più della metà delle segnalazioni (51,5%) riguarda le prestazioni di riabilitazione a domicilio o nelle strutture apposite, quasi il 10% l'assistenza domiciliare. Circa il 13% dei contatti lamenta, inoltre, la inadeguatezza del personale medico ed infermieristico”.
Segnalazioni riguardano anche casi di dimissioni forzate, ingiustificate e premature dalle strutture ospedaliere: quasi il 10% di coloro che subiscono dimissioni forzate vive da solo, il 26,5% con un coniuge che non è in grado di garantire assistenza (indipendentemente dal fatto che sia invalido o autonomo), e quasi il 40% è costretto ad andare a vivere con un figlio o con altri parenti. “Il fenomeno – secondo i
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