22 luglio 2002 ore: 15:44
Ambiente

Nasce in Brasile il Consiglio per il Turismo Sostenibile. Nuovo sistema di certificazione

MILANO - Ambientalisti, uomini d'affari del mondo del turismo hanno fondato a San paolo il Consiglio Brasiliano per il Turismo Sostenibile, CBTS la sigla in portoghese. La nuova organizzazione cercherà di promuovere il turismo sostenibile in Brasile attraverso un sistema indipendente di certificazione, con standard sociali e di qualità ambientale appropriati per il Brasile.
L’obiettivo primario della certificazione del turismo sostenibile è l’identificazione e la qualificazione di quelle componenti dell’attività turistica e di quei prodotti del commercio turistico adeguati dal punto di vista ambientale, economicamente sostenibili, e socialmente equi. Dopo un attento esame, gli addetti alla certificazione attesteranno la presenza dei requisiti di qualità emettendo un marchio. La certificazione gioca un ruolo importante nell’identificazione delle attività turistiche sostenibili ed incoraggia maggiore responsabilità e competitività nel commercio turistico. Il marchio, un’etichetta di mercato, sarà rilasciato solo ad attività che raggiungano una certa efficienza e produttività standard, così da permettere al consumatore di identificare i fornitori del servizio responsabile. Tuttavia sono molti i casi nel mondo da cui è chiara la responsabilità del turismo, soprattutto di massa ma non solo, negli impatti ambientali, sociali ed economici di zone "a rischio". Un caso per tutti è il pericolo di cedimenti del terreno attorno alle rovine di Macchu Picchu (Perù). Scoperta da un professore della Yale University nel 1911, la città peruviana di Machu Picchu è uno dei siti archeologici più visitati, con più di 300.000 persone all'anno che da tutto il mondo intraprendono il difficile viaggio verso tale località. Ci arrivano in elicottero, in treno, a piedi, vuoi per respirare la sua antica cultura Incas o per fare meditazione, per ammirarne la sua straordinaria posizione o prendere il sole ad una altitudine da capogiro.
La pressione turistica nella zona rischia di mettere in serio pericolo la sopravvivenza di questo luogo; a farne denuncia sono il National Geographic (www.nationalgeographic.com) che ricorda come l'allarme fu lanciato già alcuni anni fa, quando su New Scientists (www.newscientist.com) un gruppo di scienziati giapponesi dell'Università di Kyoto (www.kyoto-u.ac.jp/index-e.html) pubblicò un articolo con dei dati che dimostravano come la terra attorno alle rovine stesse scivolando verso il basso ad una velocità di circa un centimetro al mese, rischiando di provocare un disastro storico-archeologico. Già allora il governo peruviano prese dei provvedimenti restrittivi, ma il flusso di turisti non è diminuito e le intenzioni sempre più pressanti di costruire una funivia che porti fino alla fortezza precolombiana in una zona spesso tormentata da terremoti e scosse telluriche, ha mobilitato nuovamente l'intervento di studiosi ed ecologisti.
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