17 giugno 2015 ore: 17:35
Non profit

Fondazioni di origine bancaria. Bilancio 2014 in risalita, ma tasse quadruplicate

I dati anticipati dall’Acri alla vigilia del XXIII Congresso nazionale, organizzato a Lucca il 18 e il 19 giugno. Imposte passate da 100 milioni del 2011 a quota 423,7 milioni nel 2014. Al welfare destinati 325 milioni di euro

ROMA – Migliorano nel 2014 i bilanci delle Fondazioni di origine bancaria, ma quadruplica il carico fiscale negli ultimi quattro anno: dai 100 milioni di euro del 2011 si è passati ai 423,7 milioni di euro del 2014. È quanto rende noto l’Acri alla vigilia del XXIII Congresso nazionale delle Fondazioni di Origine Bancaria e delle Casse di Risparmio Spa, organizzato a Lucca il 18 e il 19 giugno, sul tema “Coesione, Sviluppo, Innovazione”. I dati anticipati dall’Acri, registrano un “significativo miglioramento sull’anno precedente e segnano finalmente un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi esercizi”. Il valore del patrimonio netto, infatti, “sale per la prima volta a partire dal 2011 e passa dai 40,854 miliardi del 2013 ai 41,243 del 2014, con un incremento dell’1 per cento. I proventi totali salgono a 2,271 miliardi, +52,6 per cento rispetto al dato 2013 che segnava 1,488 miliardi”.

Secondo quanto calcolato da Acri, quindi, il rendimento medio del patrimonio “cresce di 1,9 punti percentuali – si legge in una nota -, arrivando nel 2014 al 5,5 per cento. Esso aveva avuto una flessione fra il 2008 e il 2011, per ricominciare a crescere nel 2012 e consolidarsi al 3,6 per cento nel 2013, mostrando andamenti in linea con una prudente gestione in una fase economica ancora molto critica e a fronte di patrimoni che in alcuni casi hanno fortemente risentito della svalutazione delle partecipazioni nella banche conferitarie”. Ad aver un peso sul bilancio 2014, l’avanzo di gestione che nel 2014 è stato di 1,662 miliardi contro 1,099 miliardi del 2013 (+51,2 per cento). Crescono anche le erogazioni, passate da 884,9 milioni di euro del 2013 a 911,9 milioni del 2014. “Di queste risorse il 29,9 per cento (272,8 milioni) – spiega la nota - è andato al settore Arte, attività e beni culturali; il 14,4 per cento a Volontariato, filantropia e beneficenza (131,7 milioni, di cui 45 milioni destinati ai Centri di servizio per il volontariato, in base alla legge 266/91); il 13,6 per cento (123,6 milioni) all’Assistenza sociale; il 13,3 per cento (120,9 milioni) al settore Educazione, istruzione e formazione; il 12,5 per cento (114,4 milioni) a Ricerca e sviluppo; il 7,6 per cento (68,9 milioni) alla Salute pubblica; il 5 per cento (45,4 milioni) allo Sviluppo locale; il 2 per cento (18,4 milioni) alla Protezione e qualità ambientale; lo 0,9 per cento (8,1 milioni) a Sport; il restante 0,9 per cento va ai settori: Famiglia e valori connessi; Religione e sviluppo spirituale; Diritti civili, prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica”. Dati che mostrano, spiega Acri, come il welfare torni a confermarsi come il “principale ambito di intervento delle Fondazioni di origine bancaria, con circa 325 milioni di euro”.

Se i dati di bilancio mostrano segnali positivi, pesano invece quelli relativi alle imposte dirette e indirette che nel 2014 sono arrivati a quota 423,7 milioni di euro.  Una “impressionante progressione”, spiega Acri, che a partire dai 100 milioni del 2011, si è passati ai 170 milioni del 2012 e del 2013, fino al balzo dell’ultimo anno. “Questo è il risultato dell'effetto combinato dell'aumento degli oneri sui rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari – spiega l’Acri -, passati dal 12,5 al 20 per cento nel 2012 e poi al 26 per cento nel luglio 2014, e l'ulteriore aggravio sulle rendite finanziarie determinato dalla legge di stabilità 2015, che ha ridotto la quota di esenzione sui dividendi percepiti dal 95 per cento al 22,26 per cento (quota rimasta invece al 95 per cento per i soggetti privati profit, le cui risorse, a differenza di quanto avviene per le Fondazioni, non vengono riversate a favore della collettività)”.

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