13 febbraio 2015 ore: 12:35
Disabilità

Sostegno scolastico, stretta nel Lazio. “Colpa” della 104

Da quest’anno, diventa obbligatoria, anche nel Lazio, la certificazione della commissione medico legale. Nocera: “Doveva essere così dal ’92, solo chi è disabile certificato ha diritto a sostegno”. Insegnanti e assistenti sociali preoccupati: “Difficoltà per stranieri irregolari e comunitari, ma resistenze anche da parte degli italiani”

ROMA – In teoria, non c’è niente di nuovo, in pratica qualcosa cambierà, anche in misura consistente: dal prossimo anno scolastico, potrebbero essere di meno, nel Lazio, le richieste di sostegno scolastico accolte e, quindi, soddisfatte. Stanno arrivando in questi giorni, insieme alle nuove iscrizioni, e arriveranno fino al prossimo 15 febbraio, sui tavoli degli uffici competenti, anzi nelle loro reti virtuale. Per la prima volta nella regione, però, saranno accettate, tassativamente, solo le domande di sostegno corredate dalla cosiddetta certificazione 104, rilasciata dall’apposita commissione di valutazione

“Sanare il lassismo nel Lazio”. Una stretta che va a sanare “il lassimo che ci è stato nel Lazio finora – spiega Salvatore Nocera, avvocato esperto nelle tematiche della disabilità – La normativa non è cambiata, fin dal 1992 si prevede che il riconoscimento del sostegno sia legato alla 104 ed è quanto accade nel resto d’Italia. Nel Lazio, però, l’interpretazione è stata finora piuttosto fluida e, di fatto, venivano accettate, come documentazione allegata, anche certificazioni rilasciate da privati più o meno accreditati”. Questo, ora, non potrà più accadere. Lo ha stabilito una circolare regionale (n. 212522) pubblicata nell’aprile 2014 e successivamente ripresa dall’Ufficio scolastico regionale, con lo scopo di razionalizzare le procedure di certificazione. “La circolare non fa che ribadire l’obbligo che la disabilità sia certificata dall’apposita commissione – spiega Nocera – Senza quel documento, non si potrà più ottenere il sostegno. In questo modo, si eviterà certamente che acceda al sostegno chi non ha una vera disabilità, come tanti Dsa (disturbi specifici di apprendimento), per i quali non va chiesto il sostegno, ma le misure compensative e gli strumenti dispensativi previsti per i Bes (bisogni educativi speciali)”. 

“La 104 spetta anche agli stranieri irregolari”. Se quindi da un lato si tratterà solo dell’applicazione di una norma che esiste da 12 anni, nella pratica quotidiana però qualche complicazione  ci sarà, soprattutto per chi, stranieri ma anche italiani in condizione di particolare fragilità, non saprà facilmente accedere all’iter burocratico previsto per la certificazione. Rassicura Nocera: “In realtà anche gli stranieri irregolari, che hanno diritto ad accedere alle strutture sanitarie per i casi urgenti, possono ugualmente recarsi alla Asl per chiedere la certificazione. Se le Asl dovessero opporre rifiuto, invito chiunque a segnalarmelo, perché possa provvedere a risolvere il problema”. 

I problemi per i “comunitari”…Non mancano però le critiche verso questa rigida associazione sostegno-104, soprattutto da parte di chi vive quotidianamente a contatto con i problemi della scuola e di chi la frequenta. “Premetto che questa circolare nasce da un’esigenza di omogeneità da parte delle Asl e dell’Ufficio scolastico regionale – spiega Roberto Zarra, insegnante alla scuola Ferraironi di Roma - Nel Lazio, infatti, veniva di fatto riconosciuto il sostegno anche a chi non passava per le commissioni medico-legali, diversamente da quanto accadeva nel resto d’Italia”. Così, è stata emanata la circolare, che se da un lato rimette ordine in una situazione disomogenea, dall’altro crea qualche problema, soprattutto per gli stranieri: “E’ una tematica oscura – spiega – e non è semplice come afferma Nocera. Le sentenze della Corte di Cassazione riconoscono il diritto di accesso alla 104 anche allo straniero extracomunitario con Tsp (tessera sanitaria provvisoria), o a quello comunitario, che invece ha la tessera Eni (Europei non iscrivibili). Il problema, però, si pone proprio con questi ultimi, che devono compiere un passaggio burocratico di competenze dal servizio sanitario del paese d’origine al nostro, tramite consolato”. Per gli stranieri comunitari, quindi, il riconoscimento della 104, necessario per richiedere il sostegno, potrebbe essere macchinoso. 

… e per gli stranieri irregolari. E poi c’è il grande problema degli stranieri illegali, “su cui manca un pronunciamento chiaro – replica a Nocera – Se è vero che hanno diritto all’assistenza sanitaria d’emergenza, non è chiaro se abbiamo lo stesso diritto anche a un procedimento amministrativo come la 104”.  Il rischio, insomma, è che “bambini potenzialmente disabili non riescano ad accedere di fatto allo status di disabili. Penso soprattutto a tanti bambini rumeni senza documenti, che non andranno certo al consolato per richiedere il passaggio di competenze dalla loro Asl alla nostra”. Il cambiamento però non sarà tanto evidente in termini numerici: “La flessione probabilmente sarà lieve in termini statici, ma rilevante dal punto di vista del diritto soggettivo, perché pagheranno le fasce più deboli. Di fatto, ci sono stranieri che fino allo scorso anno avevano il sostegno e, dal prossimo, non riusciranno ad averlo”. 

Le “resistenze” degli italiani. Il problema però “investirà anche  alcune famiglie straniere – spiega Ilaria Schiaffino, assistente sociale del V municipio – Soprattutto per quelle in condizione di fragilità, il passaggio per una commissione medico legale suscita forti resistenze psicologiche. Allo stesso modo, per chi ha un bambino piccolo, l’idea di doverlo sottoporre a una visita legale si aggiunge alla difficoltà di accettare e riconoscere nel bambino un disturbo ‘etichettato’. Tante saranno e famiglie, anche italiane, che preferiranno rinunciare al sostegno, piuttosto che affrontare un iter di questo genere. Con tutte le difficoltà che ne deriveranno, anche per la scuola”. In generale, poi, è problematico il collegamento tra 104 e sostegno, perché “le commissioni medico legali sono insufficienti e, per di più, non è garantita la presenza di un medico specialista competente – spiega ancora Schiaffino - Infine, siamo in molti a non condividere il fatto che la richiesta di sostegno scolastico debba dipendere dall’invalidità e da una certificazione che dà, contemporaneamente, diritto a indennità anche di tipo economico. Occorre slegare il sostegno dalla 104”. Intanto, già nei prossimi giorni, alla chiusura delle iscrizioni, si potrà verificare quanto, nel Lazio, l’applicazione di questa norma abbia inciso sulle richieste di sostegno e le relative assegnazioni. (cl)