14 maggio 2019 ore: 12:12
Non profit

Cooperazione, un girotondo per non dimenticare Silvia Romano

È organizzato a Milano dalle associazioni del quartiere in cui Silvia è cresciuta. Si terrà il 18 maggio al Parco Trotter, dove si trovano la scuola elementare e media frequentate dalla giovane cooperante rapita in Kenya. E a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità una mozione perché sia esposta la sua foto all'ingresso di Palazzo Civico
Silvia Romano - SITO NUOVO

MILANO - Nel quartiere in cui Silvia Romano è cresciuta si terrà sabato 18 maggio, dalle ore 16.30, un girotondo per esprimere "solidarietà alla famiglia" e per mantenere "costante l'attenzione dell'opinione pubblica" sul caso della giovane cooperante rapita il 20 novembre 2018 a Chakama in Kenya, dove si trovava per seguire un progetto per conto della onlus "Africa Milele". L'appuntamento è al Parco Trotter (via Giacosa), all'interno del quale ci sono le scuole elementare e media frequentate da Silvia. Sono almeno una ventina le associazioni del quartiere, comprese le parrocchie, che aderiscono all'iniziativa. "Silvia si trovava nel Paese africano come cooperante internazionale, seguiva le attività di una scuola, lavorava con i bambini kenyani di un villaggio rurale -si legge nel documento sottoscritto dalla associazioni - . La sua scelta è quella di migliaia di ragazzi e ragazze che hanno scelto di mettersi al servizio del prossimo, in Italia e nel mondo. Non si tratta, purtroppo, dell’unica italiana privata della libertà in questo impegno nel continente africano: lo scorso anno sono stati rapiti il missionario Luigi Maccalli in Niger e in Burkina Faso Luca Tacchetto insieme alla compagna canadese Edith Blais". 

Le poche notizie che arrivano dal Kenya sono, per certi versi, positive: Silvia è viva e finalmente i carabinieri del Ros possono partecipare alle indagini insieme alla polizia kenyota. Null'altro. In questi mesi la famiglia e la ong, insieme alle autorità italiane, hanno mantenuto uno stretto riserbo, per evitare di compromettere le ricerche. Ma il rischio è che Silvia venga dimenticata dall'opinione pubblica. Per questo le associazioni che organizzano il Girotondo per Silvia "ribadiscono la necessità che si mantenga costante l’attenzione dell’opinione pubblica, nel rispetto della sensibilità dei familiari e dell’operato delle istituzioni impegnate nella sua liberazione". Chiedono inoltre "al Consiglio Comunale di Milano di ritornare a far sentire la sua voce per sollecitare il massimo impegno delle Istituzioni centrali, pur nel riconoscimento degli sforzi finora compiuti, e per chiedere al Governo Italiano di riferire circa la situazione di Silvia Romano rispettando le dovute cautele necessarie in questi casi". E "si appellano al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché continui a esercitare, con la costanza e sensibilità finora dimostrate, il suo ruolo di stimolo affinché niente rimanga intentato per riconsegnare Silvia Romano ai suoi familiari sana e salva". 

"Silvia ha frequentato le scuole del Parco Trotter e quindi è cresciuta in un contesto multiculturale - aggiunge Giorgio Peregono, membro del direttivo degli 'Amici del parco Trotter' - . E ci sono altri giovani che hanno studiato qui e ora sono impegnati in esperienze di volontariato in Africa. Il girotondo non è una forma di protesta contro qualcuno, ma crediamo che una sollecitazione maggiore alle istituzioni possa essere utile a Silvia e a chi la conosce". 

Per Silvia Romano si stanno mobilitando anche alcuni consigli comunali. Quello di Torino lunedì 13 maggio ha approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si "sottolinea come, alla luce dei risultati investigativi, non sia dato sapere se gli impegni presi dalla procura di Nairobi nel gennaio scorso, di 'procedere in maniera più decisa' siano stati mantenuti". Il consiglio comunale torinese esprime solidarietà alla famiglia di Silvia e "chiede l’impegno del Comune a collaborare con gli enti preposti affinché il governo italiano riferisca quanto prima sulla situazione di Silvia Romano e promuova in tutte le sedi internazionali le iniziative opportune per la sua liberazione". Inoltre chiede l’esposizione della foto della cooperante rapita all’ingresso di Palazzo Civico. “La solidarietà espressa e l'impegno assunto dal Comune di Torino per Silvia Romano - commenta la consigliera Eleonora Artesio, che ha presentato la mozione  - ci fanno sperare nel nostro Paese, bello grazie a quei giovani ricchi di volontà e di intelligenza; civile quando le istituzioni trovano i principi per rappresentare la comune umanità su cui fondare relazioni internazionali e rapporti tra le genti”. Mozione simile è stata presentata (ma non ancora discussa) al consiglio comunale di Pisa, mentre è stata approvata da quello di Aprilia. Sul sito di Possibile.com è pubblicato il testo della "mozione per Silvia Romano" che qualsiasi consigliere comunale può adottare per presentarla nel proprio comune. (dp) 

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