11 novembre 2015 ore: 12:45
Disabilità

La lingua dei segni entra negli uffici pubblici di Modena

Da oggi sarà a disposizione delle persone sorde un servizio di interpretariato in Lis. Urbelli (assessore Welfare): “È compito dell’amministrazione promuovere interventi che garantiscano l'autodeterminazione di tutti i cittadini”
Lingua dei segni. Mani

MODENA - Tutti, quasi ogni giorno, abbiamo bisogno di rivolgerci a un ufficio pubblico: per richiedere un documento, iscrivere i figli a scuola, avere chiarimenti su una problematica, sporgere denuncia. Circostanze comuni a chiunque, cittadini sordi inclusi, che per farlo devono, però, rivolgersi a un interprete Lis. Ed è per rispondere a questa necessità che il Comune di Modena ha stipulato una convenzione con la sezione provinciale dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (Ens) per la realizzazione di interventi di interpretariato a favore dei cittadini con problemi di sordità, nelle sedi di uffici pubblici comunali o provinciali.

In cosa consiste questo servizio? In pratica, la persona sorda residente nel territorio comunale si rivolge all’Ens, che individua gli interpreti attraverso apposite modalità di selezione e definisce le modalità in cui si svolge l’intervento. Da parte sua, il Comune rimborsa l’associazione per gli interventi di interpretariato forniti. Qualche esempio: la convenzione, che ha validità fino al 31 dicembre 2017, varrà presso la Pulizia Municipale per denunce, incidenti i contestazioni multe; al Centro per l’impiego o al Servizio sociale territoriale per una consulenza o ancora presso i Servizi demografici per pratiche anagrafiche e ai Servizi educativi e scolastici per interventi riguardanti i figli.

“Interfacciarsi con una società che parla una lingua completamente diversa dalla propria e per lo più sconosciuta, come nel caso dei non udenti, può costituire un ostacolo insormontabile – spiega Giuliana Urbelli, assessore comunale al Welfare –. Il rischio per queste persone è di non riuscire ad avere accesso alle informazioni necessarie per sviluppare una vita autonoma, mentre è compito dell’amministrazione promuovere interventi che garantiscano l'autodeterminazione di tutti i cittadini. Per farlo abbiamo scelto ancora una volta di attingere al patrimonio dell’associazionismo: l’Ens, appunto, che per statuto lavora per favorire l'integrazione delle persone sorde nella società, promuovendone il benessere anche attraverso l'abbattimento delle barriere comunicative”. 

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