28 ottobre 2016 ore: 15:14
Immigrazione

Migranti, Astalli premia gli studenti: “Ci insegnano che vivere insieme è possibile”

Questa mattina la cerimonia conclusiva della decima edizione del concorso letterario per ragazzi “La scrittura non va in esilio” promosso dai gesuiti. Oltre 900 gli studenti giunti da tutta Italia. Ripamonti: “Serve un’accoglienza preparata sui territori e un sistema di protezione europeo”
Ieri, oggi, domani - Disegno di Mario Biani

ROMA – E’ la storia di un viaggio attraverso il mare verso un futuro migliore raccontata con le parole di un bambino e di sua madre ad aver ricevuto il massimo riconoscimento nella decima edizione del concorso letterario “La scrittura non va in esilio” promosso dal Centro Astalli e rivolto alle scuole medie e superiori italiane. Un racconto, scritto da Bianca Colella, studentessa del liceo Virgilio di Roma e intitolato “Ieri, oggi, domani”, che parla di una storia molto simile ad uno dei tanti sbarchi di migranti in Italia, ma solo nel finale si comprende che i due protagonisti sono in realtà una madre e un bambino italiani sbarcati a Ellis Island, in America nel 1921. Una storia che per la giuria del premio “ci riporta alle nostre radici e ci ricorda che la migrazione è parte integrante della natura dell’uomo” e che per l’occasione è stata tradotta dal fumettista Mauro Biani in una graphic novel. “Ho accettato subito il progetto e il racconto mi è piaciuto – ha detto Biani durante la premiazione -. Parla di uno dei temi portanti dell’umanità, le migrazioni. Se non ci fossero, non ci sarebbe il mondo. È un tema interessante e cerco di affrontarlo con le armi della satira, che cerca di sfatare i luoghi comuni”.

Ieri, oggi, domani
Ieri, oggi, domani - Disegno di Mario Biani

Alla cerimonia hanno partecipato tanti istituti scolastici provenienti da diverse città d’Italia. Circa 900 studenti hanno riempito, come ogni anno ormai, l’Auditorium Massimo dell’omonimo istituto romano guidato da Padre Giovanni La Manna. Tra i diversi interventi quelli di Tareke Brhane, promotore del Comitato 3 ottobre, che ha rilanciato l’importanza di questa data che dal prossimo anno vedrà la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Una giornata, ha ricordato Tareke, “non solo per piangere le tante vittime, ma anche per parlare di accoglienza”. Tra gli ospiti Massimo Wertmuller, che ha commentato la fiction su Lampedusa a cui ha partecipato, il rapper italo-egiziano Amir Issaa e la scrittrice Melania Mazzucco che ha presentato il suo ultimo libro “Io sono con te”, edito da Einaudi, che racconta la sfida e le difficoltà di una rifugiata Congolese in Italia seguita proprio dal Centro Astalli.

I veri protagonisti della giornata, però, sono stati i ragazzi con i loro racconti sul tema delle migrazioni, dell’accoglienza, delle difficoltà nel trovare un posto migliore dove vivere e far crescere i propri figli. Premiati, oltre al primo, anche le altre nove opere migliori, oltre ai tre racconti migliori per le scuole medie. Seconda classificata per le scuole superiori Stella Missaoui, dell'istituto tecnico Di Vittorio Lattanzio di Roma, con il racconto "Un passo".  Terzo il racconto di Livia Assouad, del liceo Vittorio Veneto di Milano, dal titolo "Il primo cittadino". Quarto il racconto di Guido Bonori, del liceo Vittorio Veneto di Milano, dal titolo "Viaggio verso il buio". Sempre al quarto posto Andrea Riganti, del liceo Leone XIII di Milano, col racconto "Il viaggio”. Quinto classificato il racconto "Cuore nero" di Alice Nenna del liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano.  Sesto classificato il racconto "Un trafficante di esseri umani" di Valerio Fedele Addis, del liceo Lucrezio Caro di Roma. Al settimo posto i racconti  "Aveva la guerra incisa nella pelle ma gli occhi che brillavano", di Sofia Gerace del liceo Virgilio di Roma e il racconto "Lo sguardo della verità" di Federica Promontorio del liceo Lucrezia Caro di Roma. Ottavo classificato, il racconto "Corri papà!" di Simone Pulcini, dell'istituto Massimo di Roma. Nono il racconto "Mare monstrum" di Anna Omodei Zorini del liceo Virgilio di Roma. Al decimo posto il racconto "il muro" di Beatrice Giorgia Boracchi del liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano. Premiati anche i ragazzi delle scuole medie: il primo premi è stato consegnati a Alessia Dule, dell’istituto comprensivo Romano d’Erzellino di Pove del Grappa (Vicenza), autrice del racconto “La nave della salvezza”, un racconto basato sull’esperienza migratoria dei propri genitori.

Per padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, i racconti dei ragazzi hanno molto da dire soprattutto agli adulti. “I ragazzi insegnano che vivere insieme è possibile solo se siamo disposti a metterci gli uni nei panni degli altri – ha detto a margine della premiazione - , a conoscerci, ad incontrare l’altra persona, a capire da dove viene e il motivo per cui scappa. Da parte nostra ci deve essere questa disponibilità”.  Commentando le vicende di Goro Ripamonti ha aggiunto: “La diversità non ci deve fare paura . I ragazzi non sono spaventati da chi è diverso da loro, perché imparano a conoscere le differenze. La diversità ci arricchisce e non deve farci pensare che perdiamo la nostra identità. Ma arricchisce un’identità comune che è il nostro futuro, che sarà diversa da quella che abbiamo in questo momento”.

Per rispondere a quello che è accaduto in questi giorni nel ferrarese, però, secondo Ripamonti bisogna ripensare l’accoglienza. “Occorre uscire dalla mentalità dell’emergenza – ha spiegato Ripamonti -. Ormai i numeri in Italia sono alti: siamo sulle 150 mila persone che arrivano ogni anno dal 2014 ad oggi. Sono tanti ma non è più un’emergenza. Abbandonare questa mentalità ci aiuta a programmare quelle che sono le modalità di un’accoglienza preparata sui territori. L’idea di requisire strutture per metterci delle persone senza avvisare i territori o sopra la testa delle persone non aiuta, perché non permette tempi di conoscenza delle persone che sono fondamentali per un’accoglienza frutto di una conoscenza reciproca”. E sul tema accoglienza e Europa, Ripamonti cita le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Solo con più Europa si risolve questo problema e non con gli stati che si gestiscono le migrazioni nel proprio piccolo. Soltanto più Europa può portare ad una gestione ottimale del fenomeno. Occorre pensare ad un sistema di protezione europeo e uscire da una protezione affidata ai singoli stati. Questo potrebbe aiutare, ma tutti devono fare la loro parte”.(ga)

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