6 marzo 2018 ore: 14:11
Società

8 marzo, centri antiviolenza Emilia-Romagna: c'è poco da far festa

Alla vigilia dell'8 marzo, il coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna “celebra” la ricorrenza rilanciando l'allarme per i numeri sulle violenze. E denuncia: “La violenza sulle donne va affrontata come un fenomeno strutturale, radicato in una cultura ancora impregnata di stereotipi, pregiudizi e credenze che vogliono il genere femminile sottomesso a quello maschile"
Violenza. Mani che si coprono - SITO NUOVO

Bologna - "L'8 Marzo 2018 non sara' e non puo' essere un giorno di festa. Sono passati solo pochi giorni dal terribile femminicidio di Cisterna di Latina, che ha visto un uomo ferire gravemente la moglie, da cui si stava separando, e uccidere le sue due bambine. Molti commentatori hanno detto che 'non ci sono parole' per quella che hanno definito 'una tragedia'", invece "ci sono ma si fa ancora fatica ad usarle: femminicidio, femicidio, violenza di genere". Alla vigilia dell'8 marzo, il coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna 'celebra' la ricorrenza rilanciando l'allarme per i numeri sulle violenze e la sua denuncia: "La violenza maschile contro le donne va nominata per quella che e': violenza degli uomini contro donne che si rifiutano di agire secondo le loro aspettative, di uomini che non accettano di essere lasciati e arrivano a infierire sui figli, vittime collaterali del femminicidio, pur di punire le loro compagne, colpevoli solo di voler vivere in modo libero, autonomo, autodeterminato. La violenza sulle donne va affrontata come un fenomeno strutturale, radicato in una cultura ancora impregnata di stereotipi, pregiudizi e credenze che ancora vogliono il genere femminile sottomesso a quello maschile".

E questo a maggior ragione leggendo i dati. Dice infatti Samuela Frigeri, presidente del coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna: "Sempre piu' donne si rivolgono ai centri. Eppure purtroppo questo spesso non basta a proteggerle dalla violenza. Perche' le loro voci e le loro denunce non restino inascoltate c'e' bisogno di un'azione congiunta. Fondamentale anche il lavoro di prevenzione: piu' fondi ai centri antiviolenza, corsi di educazione al genere e all'affettivita' nelle scuole, narrazioni mediatiche corrette del femminicidio".

Le donne che si sono rivolte ai 14 centri che compongono il Coordinamento dei centri antiviolenza della regione Emilia-Romagna, in cerca di aiuto, nel 2017 sono state complessivamente 3.951 (3.543 hanno subito violenza l'89,7%). Considerando i 13 centri che hanno partecipato alla rilevazione nel 2016, il numero delle donne accolte e' 3.625, in aumento di 192 unita', +5,6%, rispetto al 2015 (quando furono 3.433. Un aumento analogo si registra fra coloro che hanno subito violenza: 3.200 nel 2016 e 3,341 nel 2017 (+141, +4,4%).

Nel 2017, le donne che hanno preso contatto per la prima volta con i 14 centri antiviolenza, per aver subito violenza, sono state 2.852. Considerando i 13 centri che hanno partecipato alla rilevazione nel 2016, l'anno scorso le donne nuove accolte dopo una violenza sono state 2.650 (+98 unita', +3,7%). Quelle che hanno continuato un percorso iniziato in anni precedenti nel 2017 sono state 691 (+46 unita', +7,1%) contro le 645 dell'anno prima. Le donne provenienti da altri paesi nel 2017 sono 1.005 (35,9%),e il dato e' stabile rispetto agli anni precedenti. Le donne italiane sono 1.798, il 64,1%.

Nel 2017 le donne nuove accolte che subiscono violenza con figli sono state 2.013 (75,9%) quasi come nel 2016. I figli delle donne accolte sono 3.538: in media 1,8 per donna. Fra di loro, hanno subito violenza in 1.839, il 55,8% (percentuale in crescita di un 1%). Ancora: l'anno scorso le donne accolte che subiscono violenze fisiche erano il 64,2% (1.832); per violenze psicologiche l'89,6% (2.555); per violenze economiche il 40,1% (1.145); i casi di violenze sessuali sono il 14,1% (412 donne). Percentuali che variano di poco rispetto agli anni precedenti. Infine, le donne ospitate sono state 265, i figli minori 289, entrambe le voci sono in aumento di 39 donne (+17,3%) e 66 minori ospitati (+29,6%). (DIRE)

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