7 marzo 2018 ore: 11:10
Società

8 marzo, dall'economia alla tecnologia: ecco il ritratto delle donne italiane

Indagine Eurispes. Donne motore dell'economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla Rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico. Dopo un lungo periodo di crisi, le abitudini di consumo delle donne hanno contribuito a ridare fiducia
8 marzo, mimosa con mani di donne - SITO NUOVO

Donne motore dell'economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla Rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico e sempre più propense a inseguire la bellezza anche a costo di ricorrere al bisturi. Dopo un lungo e difficilissimo periodo di crisi, le abitudini di consumo delle donne hanno contribuito a ridare fiducia ad un'economia rimasta per molto tempo in difficolta'. E' quanto emerge dall'indagine che l'Eurispes ha voluto realizzare in occasione dell'8 marzo. Un documento che si sofferma su alcune tematiche specifiche: i consumi, la bellezza, la tecnologia e il fenomeno della violenza di genere. In particolare, e' stata analizzata una forma di violenza che negli ultimi ha trovato ampio spazio sui media anche a causa dei numerosi casi di cronaca registrati, lo stalking. 

Violenza, quando lo stalking cambia la vita. Secondo i lo studio la percezione diffusa nell'opinione pubblica femminile rispetto alla violenza sulle donne e' che il fenomeno sia aumentato negli ultimi due anni. Lo pensano oltre otto donne su dieci, in particolare quelle che appartengono alla fascia d'eta' tra i 45 e 64 anni e con un livello di istruzione medio basso sono le piu' pessimiste. Con il diminuire dell'eta' si tende invece ad avere una percezione della gravita' diversa: tra le giovanissime sono il 75% a credere che i fenomeni di violenza siano stati piu' numerosi nell'ultimo periodo. L'indagine realizzata dall'Eurispes sullo stalking, rivela che la situazione reale sarebbe meno drammatica di quella percepita e il fenomeno piu' contenuto. Secondo la rilevazione, effettuata su un campione di sole donne dai 18 anni in su, il 12,6% delle intervistate ha subito nel corso della vita condotte vessatorie reiterate nel tempo. Di queste, quattro su dieci hanno tra i 18 e i 34 anni, oltre un quarto sono separate o divorziate e due su dieci sono conviventi. Il 17,7% vive nelle Isole, e il 17% nel Nord-Est, zone geografiche dove il fenomeno sembra piu' grave.

L'indagine prosegue analizzando l'identikit dello stalker: nel 34,3% dei casi si tratta dell'ex partner, nel 17% e' un conoscente e il 14,3% delle volte "l'orco" e' un collega. Solo il 4,3% delle donne indica come stalker il proprio attuale marito, compagno o fidanzato. Ad essere prese di mira dall'ex partner sono nella maggioranza dei casi le donne che vivono in coppia e non hanno figli (57%), seguite dalle donne che vivono sole (38,5%) e poi da quelle che vivono in coppia ed hanno prole (25,8%). Sette volte su dieci l'atteggiamento persecutorio ha la forma di un messaggio o di telefonate ripetute, nel 58,5% dei casi si esplica attraverso insulti, il 48,6% delle intervistate parla di diffusione di affermazioni diffamatorie e oltraggiose, quattro su dieci sono state costrette a subire appostamenti, pedinamenti e minacce, il 23% danni a cose di proprieta'.

Ha subi'to aggressioni fisiche il 17% delle vittime di stalker e una identica percentuale molestie rivolte alla famiglia o agli animali della vittima. In particolare, le vittime piu' frequenti di aggressioni fisiche sono le donne piu' anziane: la percentuale piu' alta si registra tra le over 6 e si attesta al 28,6%. Una altro dato interessante riguarda le testimonianza indirette: il 32,5% delle intervistate ha dichiarato di aver conosciuto altre vittime di stalking, una percentuale pari quasi al triplo di quella di coloro che hanno avuto esperienza in prima persona. Tra le ragazze piu' giovani, questo dato arriva al 46,4%. Eurispes nell'indagine diffusa oggi si concentra anche sulle spese.

Donne, motore dell'economia. Sono le donne e le loro abitudini di spesa a tracciare un futuro diverso dei consumi. Dopo un lungo periodo di crisi, i comportamenti delle donne indicano un'inversione di tendenza con un incremento della spesa rispetto agli ultimi anni sia per i beni di prima necessita' e per le spese mediche sia per soddisfare bisogni piu' voluttuari. Secondo l'indagine Eurispes, rispetto agli anni passati e' il carrello della spesa del supermercato a pesare di piu' sul bilancio familiare: i prodotti alimentari occupano il primo posto nella classifica degli articoli per il cui acquisto si e' registrato il maggiore incremento: il 45% delle donne ha dichiarato infatti di aver impiegato maggiori risorse finanziarie per comprare cibo; ad aver speso di piu' sono le cittadine del Nord-Ovest e delle Isole. Tra l'altro, il cibo di qualita' e' in vetta alla classifica dei prodotti e servizi di cui le donne non sono disposte a fare a meno: la salute in tavola rappresenta quindi un fatto di primaria importanza.

Un'altra voce rilevante riguarda le spese mediche: in controtendenza rispetto ai dati degli ultimi anni, oltre il 38% delle donne ha dedicato alle cure per la salute maggiori risorse, con una percentuale piu' alta, come era prevedibile, tra le over 65 e le 45-64enni. Donne al volante: piu' di tre su dieci hanno dichiarato di aver usato maggiormente l'automobile, sebbene gli spostamenti in auto o in moto risultino all'ultimo posto tra le spese a cui non si vuole rinunciare. Piu' tempo per se' e di maggiore qualita': il 27,8% delle donne nell'ultimo anno ha assaporato piu' spesso del buon cibo fuori casa, il 25,7% ha dedicato piu' risorse finanziarie al tempo libero, il 22,3% si e' concessa piu' viaggi e vacanze. A trainare questo tipo di spesa sono soprattutto le fasce giovani tra i 18 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni.

Oltre un quarto delle italiane ha poi confessato di aver investito di piu' nella bellezza e nella cura, tra estetista, parrucchiere, profumeria. Il dato interessante e' che a spendere di meno e a dover affrontare maggior difficolta' economiche sono le donne che lavorano con partita Iva: solo il 16% infatti si e' concesso questo tipo di investimento, rispetto al 35,3% di chi ha un contratto a tempo determinato e al 34,3% delle donne che hanno un contratto di lavoro atipico.

Quella per i vestiti rimane una passione tutta femminile: una su quattro ha speso di piu' per l'outfit rispetto agli scorsi anni; la classe delle 18-24enni e' quella che piu' delle altre ha incrementato il budget da destinare a questo tipo di shopping. Cosi' come le donne non possono a fare a meno dei loro amici a quattro zampe, considerati sempre di piu' parte integrante della famiglia: una donna su cinque ha incrementato la spesa per il proprio pet. C'e' poi il capitolo dedicato ai figli: oltre tre donne su dieci hanno scelto di spendere di piu' per l'istruzione privata scolastica e universitaria dei figli, mentre solo il 15% ha aumentato il budget per le baby sitter. Salta agli occhi il dato che riguarda le donne che lavorano con partita Iva: il 100% di loro non ha speso neanche un euro in piu' per affidare le cure dei figli ad altri. È invece molto alta la percentuale di chi ha dovuto sostenere maggiori costi per la badante (30%), segno anche questo di una popolazione che invecchia. Altro capito dell'indagine al femminile di Eurispes e' sulla cura del proprio corpo.

Bellezza e bisturi. L'Italia e' fra le prime dieci nazioni al mondo sia per numero di interventi plastici sia per i trattamenti estetici non chirurgici. Diciassette donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto piu' di una volta. Il risultato sorprendente e' che sono soprattutto le giovanissime fra i 18 e i 24 anni a cedere al "ritocchino": piu' di una ragazza su cinque (21,4%) si e' rivolta alla chirurgia estetica almeno una volta nella vita, il 3,6% piu' di una. Se dunque la stragrande maggioranza delle italiane preferisce rimanere fedele al proprio aspetto naturale, e' altrettanto vero che questo dato sembra destinato a cambiare alla luce del fatto che sono proprio le piu' giovani a intervenire per modificare cio' che non le soddisfa. Secondo il sondaggio Eurispes, quasi la meta' (47,9%) delle donne che hanno subito interventi, ha dichiarato di averlo fatto per la prima volta prima dei 25 anni. Per quasi tre su dieci e' avvenuto tra i 18 e i 24, e il 18% ha preso questa decisione addirittura prima della maggiore eta'. Sono soprattutto le italiane del Nord (Nord-Est 26,7% e Nord-Ovest 19,5%) a ricorrere al bisturi. Quelle del Sud rimangono nel 95,2% dei casi piu' fedeli alla loro bellezza naturale. Piu' e' alto il titolo di studio e prima si e' deciso di affrontare l'intervento: fra le italiane laureate o in possesso di un master, il 58,3% lo ha fatto prima del 25 anni. Sette donne su dieci sono state spinte a farlo perche' insoddisfatte della loro immagine naturale: in particolare, il 40,4% ha spiegato di aver voluto "migliorare il proprio aspetto", il 28,7% di aver sentito la necessita' di "correggere un difetto". Poco meno di una su dieci (9,6) ha confessato di aver voluto "ridurre i segni dell'eta'" e il 21,3% si e' sottoposta ad un intervento in seguito a incidente o malattia.

La rilevazione Eurispes ha evidenziato che sono soprattutto le donne divorziate o separate (55,6%) ad esser state spinte dal desiderio di migliorare il proprio aspetto e nel 22,2% dei casi a voler ridurre i segni dell'eta'. La meta' delle vedove e' spinta dalle stesse motivazioni, seguite dalle donne nubili (41,2%). Si puo' quindi dedurre che sono le donne sole a vedere nel miglioramento della propria fisicita' un'opportunita' cambiare la propria vita. Secondo i dati Eurispes tatuaggi e piercieng sono molto diffusi tra le giovani donne. Peeling, filler e botulino, ovvero i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco piu' di una donna su cinque si e' tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing. In particolare, piercing e tatuaggi sono molto diffusi tra le giovanissime: tra i 18 e i 24 anni il 42,9% ha un piercing e il 39,3% un tatuaggio.

La tecnologia è donna. Non esiste alcun gap tra maschi e femmine in tema di tecnologia legata alle abitudini quotidiane. L'88,7% delle donne italiane possiede un cellulare, la percentuale raggiunge la quasi totalita' nella fascia d'eta' compresa tra i 18 e i 44 anni. Oltre sette donne su dieci, secondo la rilevazione Eurispes, cambiano apparecchio solo quando quello vecchio non funziona piu', il 12,6% quando il modello e le funzionalita' sono superati, solo una su dieci lo sostituisce quando ne esce uno che le piace di piu' e il 6,9% appena ne ha la possibilita'. I numeri cambiano se si considera solo la fascia delle giovanissime: in questo caso, sono il 15% a confessare di cambiarlo appena possono, e il 19% a dichiarare di acquistarne uno nuovo quando adocchiano un modello piu' bello. Il telefono e' ormai un compagno di vita, che ci fa compagnia in ogni momento della giornata: il 64,6% delle donne lo consulta mentre guarda la televisione, il 63,4% se lo porta dentro al letto e lo controlla prima di andare a dormire e appena apre gli occhi, il 55% parla e scrive mentre cammina, poco meno della meta' non ne fa a meno nemmeno quando va al bagno (44,7%). Piu' di una donna su cinque lo tiene sott'occhio persino mentre sta guidando. I risultati variano verso l'alto se si prendono in considerazione le giovanissime tra i 18 e i 24 anni: per il 92,5% di loro il cellulare diventa un oggetto indispensabile prima di addormentarsi e appena sveglie, e per oltre nove su dieci un strumento da consultare davanti alla tv; inoltre il 75,5% non ci rinuncia quando e' in bagno.
L'indagine si conclude con i dati sull'uso dei social network da parte delle donne.

Donne social e connesse alla rete: l 78,5% crede che i Social network siano di aiuto per restare in contatto con i propri amici, il 71,8% che consentano di essere informati sull'attualita'; per il 63,4% aiutano a fare nuove conoscenze e per il 62,5% sono un strumento utile di lavoro. La grande maggioranza e' comunque cosciente anche degli aspetti negativi: il 64,8% ritiene che attraverso l'anonimato i Social favoriscano comportamenti aggressivi e offensivi, il 63,9% che siano pericolosi perche' mettono a rischio la privacy. A far valere i pareri piu' positivi sono le donne laureate e, in generale, le maggiori sostenitrici sono anche quelle piu' consapevoli dei rischi. L'indagine ha indagato anche sulle abitudini di utilizzo prevalenti fra le donne che frequentano i Social Network: l'attivita' piu' comune e' quella di guardare le attivita' e le foto degli amici (88,3%), l'86,2% usa le chat, il 78,8% ascolta e guarda video, per il 77,7% sono uno strumento per tenersi informate. Scrive che cosa fa e pensa il 58,5% delle intervistate, scrive commenti il 68,2%, si iscrive a pagine su argomenti e personaggi il 55% e il 56,2% usa i Social per conoscere persone nuove. Secondo l'analisi sono le donne conviventi quelle che sfruttano maggiormente le attivita' offerte, seguire dalle nubili e dalle vedove. Le sposate e le separate/divorziate sono invece piu' riservate. (DIRE)

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