7 marzo 2024 ore: 13:07
Società

8 marzo. Indagine della Uilp donne over 60: il 94,7% considera attuale un impegno attivo per la difesa dei diritti

In vista dell’8 Marzo, la Uilp (Uil Pensionati) ha intervistato più di mille donne over 60, protagoniste delle manifestazioni degli anni ’70 del secolo scorso. Messa in discussione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e stupro: due temi al centro del dibattito politico, motivi di preoccupazione anche per le donne anziane
Pixabay donne anziane

Cosa pensano della parità di genere oggi le donne che hanno vissuto in prima persona gli anni delle mobilitazioni per i diritti? Siamo andati avanti o indietro? Per averne una idea precisa, in vista dell’8 Marzo, la Uilp (Uil Pensionati) ha intervistato più di mille donne over 60, protagoniste delle manifestazioni degli anni ’70 del secolo scorso. 

Il 94,7%% delle donne intervistate crede che oggi sia ancora attuale e necessario un impegno attivo e specifico per la difesa dei diritti delle donne. Il 58,7% crede che le battaglie di quegli anni abbiano inciso positivamente sulle scelte politiche relative alle pari opportunità. Il 40,1% crede che abbiano inciso poco, solo l’1,2% crede che non abbiano inciso per nulla. 

“Abbiamo chiesto alle intervistate quale fosse per loro la conquista più importante raggiunta nel campo della parità di genere – spiega la Uilp -. Per il 30,6% la conquista maggiore è stata la legge che ha sancito lo stupro come reato contro la persona invece che reato contro la morale. Per il 21,3% la conquista più importante è stata la legge a tutela delle lavoratrici madri. Per il 16,5% il divorzio. Per il 16,3% la legge che ha introdotto la parità salariale e di trattamento sui luoghi di lavoro. Per il 15,3% l’interruzione volontaria di gravidanza”.

Alla domanda “Credi che oggi ci sia il rischio che una di queste conquiste sia messa in discussione” il 39,3% ha risposto sì, l’interruzione volontaria di gravidanza. Per il 13,2% a essere a rischio è la parità salariale nei luoghi di lavoro. Il 10,7% crede sia a rischio la legge che definisce lo stupro reato contro la persona. Il 7,5% teme che a rischio sia la legge che tutela le lavoratrici madri. Solo lo 0,7% crede che a rischio sia il divorzio. Il 17,6% crede che nessuna di queste conquiste corra il rischio di essere messa in discussione, l’11,3% non sa.
Dall’indagine risulta poi che l’86,5 % delle intervistate crede che la politica non stia facendo abbastanza per assicurare alle donne effettive pari opportunità. Il 92% delle intervistate crede che la società sia ancora troppo maschilista e di questo 92%, l’86,4% crede che le responsabilità siano anche della politica. 

Alla domanda “Cosa servirebbe per incentivare una società realmente paritaria?”, il 34% ha risposto ‘azioni mirate nelle scuole per l’eliminazione degli stereotipi di genere’.  Il 33% crede che una buona soluzione possa essere l’incremento massiccio dei sostegni e dei servizi per bambini e anziani non autosufficienti. Il 18,7% ha risposto ‘azioni concrete per eliminare il gap salariale e pensionistico’. Il 10,5% vede come miglior strumento il congedo parentale paritario donna/uomo adeguatamente retribuito. Il 3,8% crede che nessuna delle opzioni precedenti sia utile. 

Come ultima domanda, è stato chiesto alle intervistate: “Credi che il dialogo tra donne anziane a donne giovani possa contribuire a realizzare una società veramente paritaria? E su quali temi?”. Il 38,4% delle intervistate crede che un dialogo sia utile sui temi dei diritti. Il 34,3% crede che possa servire un dialogo tra giovani e anziane sui temi dell’educazione. Il 17,8% sui temi dell’autodeterminazione. Il 5,4% non sa; il 4,1% crede che questo dialogo non sia utile. 

“Alla luce di questi dati - dichiara il segretario generale Uilp, Carmelo Barbagallo - la Uilp crede ancora più convintamente che per arrivare a una vera democrazia paritaria, sia fondamentale l’attuazione di politiche concrete in tutti i settori, dalla scuola alla pensione e un impegno quotidiano di tutta la società. Come Uilp continueremo a impegnarci perché i diritti conquistati non siano mai dati per scontati. Le pari opportunità non si predicano, si praticano.”
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