18 luglio 2017 ore: 11:29
Immigrazione

Migranti, Aoi sul codice ong: male che non ci sia stato un confronto

L'Unione europea ha dato il via libera, ammorbidendo alcune regole, al Codice di condotta per le ong che salvano vite umane in mare. Sono stati eliminati vocaboli come "obbligo" e "divieto" e sostituiti con "si impegna"
F. Malavolta Gommoni con immigrati, sbarchi, salvataggio notturno (Da rapporto carta di roma)

Foto di F. Malavolta

Roma- L'Unione europea ha dato il via libera, ammorbidendo alcune regole, al Codice di condotta per le Ong che salvano vite umane in mare. Sono stati eliminati vocaboli come "obbligo" e "divieto" e sostituiti con "si impegna". In settimana il Codice dovrebbe essere discusso con le Ong interessate, che finora non sono state direttamente coinvolte. Ma Silvia Stilli, portavoce dell'Aoi (l'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarieta' internazionale), resta critica rispetto alla mancanza di concertazione, elencando altri punti che potrebbero essere problematici - tra cui il divieto di trasbordo ad una nave piu' grande - e altri che invece corrispondono a quanto le Ong gia' fanno regolarmente.

Le Ong hanno una settimana di tempo per firmare o meno il Codice di condotta. Cosa succedera'? "Bisogna aspettare e vedere cosa emergera' dall'incontro- risponde Silvia Stilli- Abbiamo una relazione forte con Msf, Moas, Sos Mediterrane'e e Save the children e sappiamo che vogliono una interlocuzione per discutere le problematiche del Codice. Non sono maldisposti, perche' e' un Codice di condotta che gia' applicano". Secondo la portavoce Aoi "alcuni punti sono assodati, e' probabile che firmeranno il Codice perche' gia' li praticano. Ad esempio- spiega- il fatto che non si puo' andare verso le acque libiche. La Commissione del Senato ha accertato che questo e' avvenuto tre volte e in tutti e tre i casi e' stata informata la Guardia costiera. Quindi porre l'accento sul fatto che non hanno voglia di rispondere della loro autonomia e' sbagliatissimo. Le Ong hanno rapporti molto sereni con i sindaci e le associazioni delle zone di sbarco. È tutto molto gonfiato".

Cos'e' che invece non vi convince del Codice di condotta? "Innanzitutto una questione di metodo fondamentale. Le Ong- prosegue Stilli- si sono viste recapitare il Codice di condotta senza essere consultate prima. Era stato stabilito, sia nei vertici di Tallin, sia a Berlino, che ci sarebbe stato prima un momento di confronto tra Guardia costiera e Ong che fanno salvataggi in mare, per poi formulare la proposta e portarla in Unione europea, ma la convocazione e' stata disdetta. È stato contraddetto un impegno preso in sede europea. Se non c'e' un confronto e non si sentono le rispettive ragioni o convergenze e' ovvio che si parte subito con il piede sbagliato".

Altro punto allarmante per la rappresentante dell ong italiane e' la "campagna di sospetto" montata contro di loro, e che ha "puntato l'attenzione principale su di loro piuttosto che sulla questione complessiva, molto piu' articolata. Poi l'aver messo l'accento sui bilanci e' come dire che non c'e' trasparenza, ma non e' vero: tutte le Ong che hanno ricevuto o ricevono fondi pubblici o dalle fondazioni sono obbligate a pubblicare i loro bilanci sui siti. Quindi cosa si vuole verificare? Evidenziare tali questioni significa far credere all'opinione pubblica che non c'e' abbastanza trasparenza. Questo e' orrendo".

Cosa vi preoccupa di piu'? "Il divieto di trasbordo da una nave all'altra- replica sicura Stilli- Nei momenti di grande emergenza ci sono navi piu' grandi che possono accogliere migranti da quelle piu' piccole, le quali possono poi facilmente ripartire a salvare altre vite umane. Se questa possibilita' viene annullata o fortemente limitata viene messa in discussione la capacita' di salvare piu' vite umane possibili". Saranno previste sanzioni per chi non si adegua al Codice... "Questa e' la cosa piu' pesante. È evidente che si vuole alimentare un clima non favorevole nei confronti di chi salva vite umane. C'e' una responsabilita' delle istituzioni nell'essere arrivati a questo punto".

C'e' il rischio che alcune Ong non firmeranno? "Certo, gia' le Ong grandi si stanno svenando per salvare vite umane. Poi se si mettono gli aspetti punitivi, i bastoni fra le ruote, e' possibile che qualcuna non ce la fara' a reggere. Allora troveremo la stessa situazione di quando fu chiuso Mare Nostrum, ossia quando Frontex non riusci' a rispondere e ci furono centinaia di morti in mare. Allora mi domando: ma questo governo vuole chiudere il mandato con qualche tragedia epocale perche' non c'e' il supporto delle navi umanitarie? In cambio di cosa? Dell'aiuto dell'Europa? Io sono molto preoccupata, e non vorrei che accada quanto abbiamo gia' visto con la chiusura forzata di Mare Nostrum".

Cosa farete? "Per rispetto di chi e' immerso nella situazione aspettiamo di vedere le loro reazioni. Tre settimane fa, riunendo circa 500 associazioni, abbiamo proposto ai ministri Minniti e Alfano un incontro per costruire insieme un'accoglienza sostenibile ma non e' arrivata alcuna risposta. Il Forum del terzo settore aveva chiesto un incontro urgente al ministro Minniti prima dell'incontro di Berlino, nessuno ha risposto. Ora bisogna muoversi di nuovo insieme e chiedere immediatamente, come avvenne per la crisi nella ex-Jugoslavia, l'istituzione di un Tavolo di coordinamento presso la presidenza del Consiglio dei ministri su tutta la filiera, dai salvataggi all'accoglienza, che comprenda gli enti locali, la Guardia costiera, il ministero degli Interni, degli Esteri e tutta la societa' civile". E se questa richiesta non viene accolta "siamo pronti alla protesta. Ora dobbiamo aspettare di vedere cosa uscira' dall'incontro di questa settimana sul Codice di condotta e capire. Pero' poi un'uscita pubblica la faremo sicuramente". (www.agensir.it/DIRE)

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