27 novembre 2002 ore: 15:08
Salute

Giornata mondiale. Il 30 novembre cerimonia nelle Marche. Nella Regione sono 869 i casi segnalati negli anni, di cui 44 nel 2001

ANCONA - La Regione Marche aderisce alla Giornata mondiale per la lotta all'Aids, proclamata dall'Onu. Sabato 30 novembre, presso la sede della Giunta regionale di Ancona (Palazzo Raffaelo, dalle ore 10 alle ore 12.30), la ricorrenza sarà celebrata con un momento di riflessione sulle problematiche e sulle risposte ai bisogni del settore. Operatori e amministratori pubblici che si occupano di Aids illustreranno le iniziative attuate nelle Marche, sia nel campo della prevenzione, che in quelli della cura e della riabilitazione. Interverranno gli assessori regionali alla Sanità, Augusto Melappioni, e ai Servizi Sociali, Marcello Secchiaroli, il sindaco di Ancona Fabio Sturani, alcuni medici e clinici, il responsabile della Casa alloggio "Il Focolare" di Ancona (Luca Saracini), il commissario straordinario Ausl 7 Ancona, Antonio Aprile.
"Parlare per prevenire", potrebbe essere questo lo slogan della giornata dell'Onu, che cade il 1 dicembre e che viene anticipata, nelle Marche, al 30 novembre. L'Aids, infatti, si sconfigge anche "socializzando" il problema. La malattia va curata, ma soprattutto prevenuta. Insieme alla ricerca, è necessario potenziare la prevenzione, l'assistenza e l'inserimento sociale delle persone colpite dalla sindrome dell'immunodeficienza. Una patologia che rappresenta un problema grave per il mondo intero, addirittura devastante in alcune aree geografiche (come quelle africane), che non risparmia neanche l'Italia.
Nelle Marche la curva epidemiologica della malattia ha segnalato, negli anni - fino al 31/12/2001 - 869 casi di Aids, tra residenti e non residenti. Nel 2001 sono stati conclamati 44 casi, 33 dei quali riferiti a residenti. La proiezione 2002 prevede altre 32 segnalazioni. Analizzando il dato strettamente locale (cioè riferito solo ai residenti), i marchigiani affetti da Aids, fin dai primi anni dell'infezione, sono stati 724, di cui 543 maschi (75%) e 181 femmine (25%). In vita restano 319 malati. La distribuzione anagrafica dei 724 casi marchigiani (53% nel pesarese, 48% nell'anconetano, 36% nel maceratese, 58% nell'ascolano), evidenzia la crescita dell'età media dei contagi: oltre i 35 anni si segnalano 48,6% di malati, quando - dalle statistiche del 2000 - l'analogo gruppo s'attestava sul 46,5%. Tra i contagiati del 2001, oltre il 50% ha un'età superiore ai 40 anni.
In costante sviluppo risulta il numero dei contagi per rapporti sessuali a rischio, dove si passa dal 15% del 1996 all'attuale 21%. Nelle 33 segnalazioni del 2001, 14 persone - pari al 42% - risultano infettate con questa modalità. I tossicodipendenti sono invece 6 (19%). Se la tendenza dovesse essere confermata, la categoria degli eterosessuali, tra pochi anni, diverrebbe il gruppo più colpito dal virus. In definitiva, come affermano alcuni esperti, l'Aids dei prossimi anni non avrebbe categorie a rischio.