27 marzo 2015 ore: 14:40
Non profit

Vivere insieme e fare volontariato: 140 studenti sperimentano l’altruismo

Unico nel suo genere, è giunto al decimo anno il progetto “Convivenza e volontariato” del liceo Galilei di Ancona: alloggiati in una casa parrocchiale, i ragazzi passano la mattina a scuola e il pomeriggio in strutture per anziani, disabili, poveri, senzatetto. Le loro testimonianze
Alcuni dei ragazzi che hanno preso parte al progetto
Studenti volontari Marche 1

ANCONA – “Può sembrare strano, sciocco o immaturo, ma dopo solo tre giorni mi sento cambiato, mi sento proprio diverso. Ho fatto volontariato al Centro Bignamini, dove ci sono persone con gravi disturbi mentali e con paralisi cerebrale intensiva. Mi sono quasi commosso quando, già dal secondo giorno, alcuni di loro mi riconoscevano e mi salutavano; una signora, addirittura, non mangiava se a darle la cena non ero io!”.

- Il racconto è di Alkis, studente al quarto anno del Liceo scientifico G. Galilei di Ancona. Come tanti altri suoi compagni, ha preso parte al progetto “Convivenza e volontariato”. Un’esperienza unica nel suo genere, giunta al suo decimo anno, una sperimentazione di una convivenza vera e propria, che alterna momenti di studio a momenti di servizio. In pratica, per una settimana, un gruppo di liceali alloggia presso la casa parrocchiale Madonna di Loreto a Falconara Marittima, località Barcaglione: al mattino i ragazzi vanno normalmente a scuola, poi rientrano e pranzano tutti insieme. Il pomeriggio è dedicato ad attività di volontariato. Per cena si rientra alla casa della convivenza, dove si resta anche a dormire, in camerate da 6/12 posti.

“Il volontariato mi ha permesso di vedere una realtà che spesso tendo a scansare, per colpa di una paura che non dovrebbe nemmeno esistere – racconta Eleonora alla fine del progetto –. I senzatetto, i più poveri sono persone uguali a noi. L’unica differenza è che con loro la vita è stata un po’ più dura. Il momento del pasto per me ha un grande valore affettivo e familiare: poterlo condividere con loro mi ha arricchito. Spero sia stato lo stesso per loro. Mi piacerebbe che, anche per una sola sera, si siano potuti sentire a casa, quella casa che molti di loro non hanno”.

Studenti volontari Marche 2

Tutti gli aspetti della vita comune sono organizzati: “I ragazzi, che con una quota si sono autofinanziati vitto e alloggio, sono suddivisi in gruppi con compiti specifici: c’è chi si sveglia prima per preparare la colazione, chi pensa al menù del giorno, a fare la spesa e a cucinare – e per quel giorno è dispensato dalle lezioni – chi serve a tavola, chi lava i piatti, chi fa le pulizie”, spiega l’insegnante Stefania Felici, responsabile con il professor Livio Martinangeli del progetto.

Come i “veri” volontari, anche i ragazzi del progetto contribuiscono alle attività ordinarie delle associazioni presso le quali prestano servizio: dalla preparazione dei pasti, all’accoglienza dei senzatetto, dall’assistenza all’animazione nelle attività con i bambini, gli anziani, le persone disabili. 15 le realtà del Terzo settore che hanno scelto di aderire: Tenda di Abramo, Mensa del povero, Fanpia, Il Samaritano, Centro H, Gli amici de Il Piccolo Principe, Centro Bignamini, la residenza protetta Villa Almagià, Il Cigno, Avullss, Istituto di riabilitazione Santo Stefano, Croce Gialla e Terzavia: “I ragazzi della Carovana e del Servizio di strada – aggiunge Felici – vengono come ospiti a cena e condividono con i ragazzi le loro testimonianze”. 

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“Una delle parole chiave di quest’esperienza è ‘altruismo’ – scrive Francesco –. Secondo me progetti simili dovrebbero essere organizzati in tutte le scuole. È importante sapere che ad Ancona ci sono tanti edifici con dentro persone che hanno bisogno di aiuto e compagnia. Ma non sono solo luoghi di cura o di sostegno dei disabili: per noi sono stati momenti di ‘riabilitazione’ alla vita, che ci hanno dato la possibilità di riconsiderare l’esistenza”. “Una sera il Servizio di strada si è fermato a cena – racconta Roberta – Sei persone, che purtroppo si trovano in condizioni di povertà, hanno avuto occasione di mangiare con noi. Mi ha colpito la dedizione dei volontari, disposti in qualunque momento ad aiutare e sostenere coloro che più ne hanno bisogno. Per quelle persone l’unico sollievo deriva da loro, dalla loro energia straordinaria. Vorrei riuscire a trovare un giorno la forza necessaria per essere come loro”. Le fa eco Mauro: “Quanti servizi oggi esistono solo grazie al lavoro dei volontari! Senza di essi moltissime persone sarebbero abbandonate a loro stesse”.

Quest’anno il progetto ha coinvolto 140 ragazzi: il prossimo gruppo di liceali (il terzo) sarà impegnato dal 14 al 18 aprile: “Generalmente per i giovani è un’esperienza positiva e di forte impatto. Il coinvolgimento emotivo che fa sperimentare concretamente il volontariato nelle associazioni è l’aspetto più apprezzato – spiega Felici –. L’iniziale paura di non farcela a sostenere un impegno con persone che la società discrimina come diverse, in soli tre giorni si trasfigura nell’affetto con quella persona particolare che è diventata amica. E quando telefonano a casa, sia dai monosillabi dei maschi che dalla prolissa descrizione delle ragazze, traspare l’emozione del vissuto di queste giornate”. In occasione del decennale di ‘Convivenza e volontariato’, il 23 maggio sarà allestita una mostra-evento. (Ambra Notari)