13 giugno 2017 ore: 10:53
Giustizia

Mamme detenute con i figli, apre il quinto istituto in Italia

L’Icam di Lauro (Avellino) è pronto a partire: ospiterà 35 mamme con bambini al seguito sotto i sei anni. La disponibilità nazionale complessiva è di 73 posti, “allo stato sufficienti ad ospitare tutte le detenute madri". Il direttore Paolo Pastena: "Ora abbiamo bisogno di tutto il sostegno del volontariato per attivare i collegamenti con il territorio"
Mamma detenute

LAURO (AV) – Dopo Milano, Torino, Senorbì Cagliari e Venezia, arriva il quinto Icam (istituto a custodia per detenute madri con minori al seguito) sul territorio italiano: è quello di Lauro, in provincia di Avellino, che con i suoi 35 posti proietta la disponibilità nazionale complessiva a 73 unità, “allo stato sufficienti ad ospitare tutte le detenute madri con al seguito figli minori sotto i sei anni”. “Il risultato – spiega una nota del ministero - è stato raggiunto grazie ai lavori di riconversione dell’ex istituto a custodia attenuata per tossicodipendenti di Lauro e il progetto è stato redatto dall’Ufficio tecnico del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Campania con il supporto della Facoltà di Architettura - dipartimento di Architettura (Diarc) dell’università “Federico II” di Napoli. L’Icam di Lauro potrà accogliere 35 donne con figli di età non superiore ai 6 anni, che avranno a disposizione piccoli bilocali per due madri e due minori. Lo spazio dispone della zona notte, con due letti, due culle e un armadio; una zona giorno con angolo cottura e un servizio igienico con tutti i comfort. I corridoi di accesso alle camere sono stati pensati come luoghi collettivi e sono arredati in modo da creare ulteriori spazi vivibili durante il giorno”.

- L’istituto è dotato di sistemi di sicurezza nascosti alla vista dei bambini e gli ambienti per le attività comuni sono distribuiti nei due blocchi che precedono le sezioni. Lo spazio colloqui è pensato come un unico grande ambiente, dove i bambini incontrano i familiari in visita ed è utilizzabile anche per le attività comuni nel periodo invernale. L’area colloqui diventa così un luogo condiviso per giocare, vedere la tv, svolgere altre attività comuni e festeggiare le ricorrenze religiose e personali. “Le aule, il refettorio e la cucina – prosegue la nota - sono importanti spazi della quotidianità, fondamentali per la socializzazione nell’arco della giornata. Mentre il laboratorio e la sala computer potranno essere utilizzati per corsi scolastici e di formazione delle madri, durante le ore di scuola dei bambini, e come aula polivalente. Lo spazio esterno, compreso tra le due sezioni, è stato allestito come un parco giochi, utilizzabile dalle mamme e dai bambini per le attività socio-ricreativa ed educative”.

Paolo Pastena è il direttore della casa circondariale di Avellino, di cui l’Icam è sede distaccata, nonostante i 30 chilometri di distanza, e dirigerà anche l’istituto a custodia attenuata. “Rispetto alla situazione attuale dei bambini sotto i 3 anni ad Avellino, che ha già un asilo nido per i figli che sono in carcere con le mamme – commenta il direttore –, questo nuovo Icam è davvero una struttura innovativa, costruita con tutte le attenzioni necessarie soprattutto al minore. Una iniziativa importante attuata dal ministero anche perché si tratta del primo Icam del centro sud e risponderà ad un bisogno rilevante nell’ambito delle regioni meridionali. Dal punto di vista architettonico e strutturale risponde a tutti i requisiti richiesti ed è pronta ad ospitare le mamme. Una squadra di detenute in articolo 21 da Avellino ha ultimato le fasi di pulizia, per le quali abbiamo fatto ricorso a risorse interne - racconta il direttore - e manca solo l’assegnazione delle prime mamme che, immagino, avverrà da qui a qualche giorno perché la struttura è pienamente funzionante”. “Terminata la costruzione, ora c’è da avviare tutto il lavoro di contatto con gli enti locali per fare in modo che anche la società civile accolga favorevolmente questa nuova struttura e possa offrire i servizi necessari sul territorio.

Lauro era già sede di un Icat, istituto a custodia attenuata per tossicodipendenti – prosegue il direttore -, e c’era già una certa rete di rapporti sul territorio molto favorevole. Speriamo che con il nuovo Icam si possa assistere a un fiorire di rapporti ancora maggiore, in modo da rispondere alle necessità dei minori, soprattutto, e poi anche delle mamme. I primi servizi saranno assicurati dalla Asl, che è già stata allertata: hanno assistenti d’infanzia che frequentano la rete di Avellino e che continueranno il proprio lavoro anche a Lauro. La differenza di età è un po’ una novità e cambieranno anche i servizi necessari: ad esempio, ci sarà bisogno di un accompagnamento sul territorio per la frequenza scolastica dei minori, per favorire l’inserimento dei bambini in età scolare. Abbiamo già avuto contatti col volontariato che è sempre una risorsa preziosissima e speriamo, anche col piano di zona, di riuscire a organizzarci per queste necessità che riguardano sia l’accompagnamento che la presenza in istituto per organizzare attività per i minori che saranno presenti. Sono sicuro che il territorio risponderà. Prima di questa esperienza sono stato un anno mezzo a Lauro e ho avuto modo di vedere che il volontariato è molto presente. Pur essendo un piccolo paese, Lauro è molto generoso. Sono molto fiducioso”. (Teresa Valiani) 

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