7 agosto 2017 ore: 12:22
Immigrazione

I sindaci del lodigiano scrivono a Minniti: stop all'accoglienza dei profughi

In una lettera al ministro Minniti e ai prefetti di Milano e Lodi, protestano perché è stata superata la soglia dei 2,5 profughi ogni mille abitanti. Ora tocca alle altre province lombarde. "Ognuna faccia fino in fondo la sua parte". Lettera firmata da sindaci di ogni schieramento politico

MILANO - I sindaci del lodigiano dicono no all'arrivo di altri profughi. In una lettera al Ministro dell'Interno Marco Minniti e ai prefetti di Milano e Lodi, protestano perché il numero dei migranti inviati tramite le prefetture è quasi il doppio di quello prefissato dall'accordo Stato - Regioni, ossia 2,5 ogni mille residenti. Nei comuni della provincia di Lodi, i profughi attualmente accolti sono infatti oltre mille su una popolazione di 234mila abitanti. La lettera è sottoscritta da sindaci di tutti gli schieramenti politici. "La Provincia di Lodi è interessata da un significativo incremento delle quote assegnate -scrivono-, tale da esorbitare sensibilmente una ragionevole proporzione tra la popolazione residente ed il numero degli stranieri ospitati. Questa situazione ha generato diffuse inquietudini nelle comunità locali, con particolare riferimento a quelle di minori dimensioni, ulteriormente accresciute da recenti indiscrezioni sulla possibile assegnazione al Lodigiano di altri 100 e più migranti".

I sindaci chiedono che il limite dei 2,5 profughi ogni mille abitanti sia rispettato, anche nei comuni che non aderiscono al Sistema centrale di protezione per richiedenti asilo (Sprar) e che la Prefettura di Milano "eserciti un forte e concreto ruolo di coordinamento a livello regionale, assicurando che ogni Provincia faccia fino in fondo la sua parte, sospendendo qualsiasi nuova assegnazione al Lodigiano fino a quando non sarà accertata una distribuzione equa su tutto il territorio della Lombardia". Al prefetto di Lodi chiedono inoltre che i gestori dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) "provvedano tempestivamente a comunicare nuovi ingressi ed allontanamenti dei migranti dai centri di accoglienza". In ultimo, esprimono preoccupazione per il "gravissimo problema della permanenza sul territorio di coloro ai quali viene negata la richiesta di asilo e le conseguenze che ne derivano". (dp) 

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