25 gennaio 2016 ore: 12:51
Disabilità

Ragazzi disabili maltrattati, “inciviltà di una cooperativa finanziata dallo Stato”

Il sottosegretario Faraone a Licata ha incontrato i minori, che sono stati trasferiti in una struttura gestita dalla cooperativa Arcobaleno. Sequestro preventivo per la cooperativa “Suami”, oggetto dell'inchiesta “Catene spezzate”. “Non merita nessun rispetto chi ha calpestato la loro dignità”
Cooperativa di Licata chiusa per maltrattamenti

ROMA – La cooperativa Suami è stata sottoposta a sequestro preventivo, mentre otto provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nei confronti dei responsabili della struttura di Licata oggetto dell'inchiesta “Catene spezzate”. E i ragazzi con disabilità che qui hanno subito maltrattamenti e violenze sono stati trasferiti presso un'altra struttura di Licata, gestita dalla cooperativa Arcobaleno. A dare l'aggiornamento sulla triste vicenda è il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone che ieri è andato a Licata, proprio per incontrare i ragazzi, ma “soprattutto per testimoniare la presenza dello Stato e l'attenzione rispetto a episodi d'inciviltà in comunità che sono finanziate dallo Stato”. E per “verificare che la situazione nuova in cui i ragazzi sono trasferiti per la loro attività scolastica e di vita sia luogo adatto alle loro esigenze”. Le condizioni dei ragazzi, nella struttura in cui sono stati trasferiti, sono buone: “loro stessi hanno detto di stare meglio di prima”, riferisce Faraone. Non frequentano più la scuola privata in cui la cooperativa Suami li accompagnava, ma sono iscritti a una scuola pubblica. 

La visita a Licata è stata per Faraone anche l'occasione per sottolineare l'impegno del governo in materia di disabilità, “dal Dopo di noi alla legge sull'autismo. E poi c'è la delega sul sostegno che ci è cara perché serve a costruire inclusione. Ma c'è anche il ruolo di enti locali e comunità per far sì che episodi come quello di Licata non accadano più. Non c'è legge – ha detto Faraone – che possa mettere a posto il cuore e il comportamento di persone che non meritano nessun rispetto, dopo che hanno calpestato la dignità di esseri umani”. (cl)

 

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