7 novembre 2017 ore: 10:49
Economia

Sud, Svimez: crescono gli occupati ma a basso reddito, calano in Sardegna

Nelle regioni meridionali nel 2016 gli occupati sono aumentati dell'1,7%, pari a 101 mila unita', ma mentre le regioni centro settentrionali hanno recuperato integralmente la perdita di posti di lavoro avvenuta durante la crisi (+48 mila nel 2016 rispetto al 2008)...
Disoccupazione, ricerca di lavoro - SITO NUOVO

Roma - Nelle regioni meridionali nel 2016 gli occupati sono aumentati dell'1,7%, pari a 101 mila unita', ma mentre le regioni centro settentrionali hanno recuperato integralmente la perdita di posti di lavoro avvenuta durante la crisi (+48 mila nel 2016 rispetto al 2008), in quelle meridionali la perdita di occupazione rispetto all'inizio della recessione e' ancora pari a 381 mila unita'. Cosi' nel 'Rapporto 2017 sull'economia del Mezzogiorno' presentato da Svimez oggi a Roma, nella Sala della Lupa, alla Camera.

Nel 2016 l'occupazione giovanile meridionale e' aumentata marginalmente, di sole 18 mila unita' (+1,3%), la crescita maggiore continua a riguardare gli ultra cinquantenni, con oltre 109 mila unita', pari a +5,6%. Sulla crescita dell'occupazione nel Mezzogiorno incide l'ulteriore aumento del part time involontario (+1,9%), di poco inferiore all'80% del lavoro a tempo parziale.

L'unica regione del Sud dove gli occupati calano e' la Sardegna e, in misura piu' contenuta, la Sicilia. I livelli restano comunque generalmente distanti da prima della crisi: -10,5% di occupati in Calabria, - 8,6% in Sicilia, -6,6% in Sardegna e Puglia, -6,3% in Molise, -5% in Abruzzo. Solo in Campania (-2,1%) e Basilicata (-0,8%) siamo su valori vicini a quelli del 2008. L'aumento dei posti di lavoro al Sud riguarda in particolare l'agricoltura (+5,5%), l'industria (+2,4%) e il terziario (+1,8%). Nei primi 8 mesi del 2017 sono stati incentivati oltre 90 mila rapporti di lavoro nell'ambito della misura "Occupazione Sud", grazie alla proroga delle misure per la decontribuzione dei nuovi assunti nel Mezzogiorno decise dal Governo.

Secondo la Svimez, la crescita dei posti di lavoro nell'ultimo biennio riguarda innanzitutto gli occupati anziani, nella media del 2016 si registrano ancora oltre 1 milione e 900 mila giovani occupati in meno rispetto al 2008. E poi il lavoro a tempo parziale, che pero' non deriva dalla libera scelta individuale ma e' involontario. Si sta consolidando un drammatico dualismo generazionale, al quale si affianca un deciso incremento dei lavoratori a bassa retribuzione, conseguenza dell'occupazione di minore qualita' e della riduzione d'orario, che deprime i redditi complessivi. (DIRE)

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