6 gennaio 2019 ore: 10:41
Famiglia

Ragazzi fuori famiglia, verso una rete europea dei network di care leavers

“LeaveCare-LiveLife” è il progetto promosso dall'associazione Agevolando insieme a 4 partner europei di Romania, Regno Unito, Croazia e Irlanda. Diletta Mauri (Care leavers Network Italia): “Vogliamo dare ai giovani strumenti per affrontare al meglio la vita indipendente”
Ragazzi. Care leavers

BOLOGNA – Dare ai giovani care leavers (neomaggiorenni in uscita da percorsi in comunità, affido, casa famiglia) gli strumenti per affrontare al meglio la futura vita indipendente. È uno degli obiettivi di “LeaveCare-LiveLife", il progetto europeo candidato da Agevolando all'interno del programma Erasmus+ KA2 Partenariati strategici (settore giovani, bando 2017). Avviato nel dicembre 2017, il progetto ha durata biennale e vede il -coinvolgimento anche di partner da Romania (Associatia Tiberius), Regno Unito (The Care leavers’ association), Irlanda (Care leavers' network) e Croazia (Fice). “Il progetto si rivolge ai giovani che escono da percorsi di accoglienza e vuole creare uno spazio per la loro partecipazione e cittadinanza attiva ovvero un Care Leavers Network europeo – spiega Diletta Mauri, coordinatrice del Network italiano – perché diventino protagonisti di attività di scambio e riflessione e propongano suggerimenti e idee per migliorare le politiche relative all'accoglienza extrafamigliare e le azioni da intraprendere per sostenere i giovani durante la fase di uscita dall'accoglienza”.

Fin dalla sua nascita nel 2013, il Care Leaver Network italiano (che sarà attivo a breve in 13 regioni) ha cercato contatti con altre esperienze simili in Europa e in altri Paesi del mondo. “Abbiamo scoperto che il nostro era uno degli ultimi a essere nato – continua Mauri – Da lì sono nati contatti informali con gli altri network, abbiamo invitato la rete inglese alla prima conferenza nazionale dei care leavers in Italia e poi abbiamo promosso questo progetto europeo insieme a Regno Unito, Romania, Croazia e Irlanda per dar vita a un network europeo stabile”. Attualmente i partner stanno organizzando focus group con i ragazzi/e in uscita da percorsi di accoglienza “per capire come vivono, come funziona l'uscita, che tipo di accompagnamento c'è – chiarisce Mauri – e anche per attivarli all'interno del network stesso. Vogliamo creare anche una piattaforma virtuale di scambio per i ragazzi che vada ad affiancarsi agli scambi diretti, di persona”. Ad aprile è in programma un evento di formazione a Bucarest (Romania) rivolto a professionisti sul tema del leaving care e della partecipazione, a settembre è in programma uno scambio internazionale a Zagabria (Croazia) a cui parteciperanno 7 ragazzi per ogni Paese partner, e a novembre la conferenza finale a Bruxelles. (lp)

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