2 luglio 2007 ore: 17:10
Salute

''A capo dei Sert solo psichiatri, non psicologi''. L'Ordine dei medici del Lazio scrive alla Regione

La presa di posizione ''preventiva'' per il timore che l'ente nomini altri psicologi per quei ruoli, come avvenuto negli ultimi mesi ''con preoccupante frequenza''. Il commento del presidente di Federserd Lucchini
Psichiatria: scultura di una testa aperta con un uomo seduto sopra

Psichiatria: scultura di una testa aperta con un uomo seduto sopra

ROMA – A capo dei Sert o dei Dsm, i dipartimenti di salute mentale, ci devono essere solo medici e in particolare medici psichiatri. Sarebbe sbagliato dare la responsabilità di queste strutture a professionalità diverse e comunque la Regione Lazio dovrà stare molta attenta nel formulare queste attribuzioni. L’atto di “invito” alla Regione Lazio, con “riserva di adire le vie legali”, viene direttamente dall’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri, che hanno predisposto un documento specifico spedito ai responsabili della Regione e basato sulla consulenza legale di uno studio di avvocati. Il documento è firmato direttamente dal presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Mario Falconi, assistito dallo  Studio dell’avvocato Francesco Caroleo.

Riferendosi ai rappresentanti della Regione Lazio, “in osservanza di quanto predisposto dalla normativa vigente – si legge nel documento – e secondo l’orientamento espresso dagli organi di giustizia amministrativa, vogliano (i rappresentanti della Regione, ndr) assegnare, nell’ambito dell’area medica relativa ai Dsm e ai Sert, i correlati incarichi dirigenziali, esclusivamente ai laureati in medicina e chirurgia specialisti in psichiatria o discipline equipollenti”. Sempre nel documento elaborato dall’Ordine dei Medici di Roma, si fa presente infatti che esiste una intenzione di attribuire incarichi dirigenziali di strutture (semplici e complesse) anche a figure professionali “non specificamente competenti”. In particolare – denunciano i rappresentanti dell’Ordine dei Medici – negli ultimi mesi si sono rilevati con preoccupante frequenza numerosissimi casi in cui le Asl hanno proceduto alla nomina a direttori di strutture complesse nei Dsm e nei Sert, professionisti psicologi”. Nel documento vengono citati anche alcuni casi particolari, con tanto di nomi delle Asl di Roma dove queste scelte sarebbero state effettuate.

Per evitare che si ripetano casi analoghi e che si generalizzino scelte di questo tipo, l’Ordine dei Medici ha deciso così di scendere in campo apertamente con la lettera-invito indirizzata al presidente della Regione Lazio, alla Commissione Sanità, al Direttore regionale e ai Direttori generali delle Asl di Roma. Si tratta dunque di una lettera-invito, ma anche di un avvertimento perché se gli istituti responsabili realizzeranno le scelte annunciate (o di cui si è avuta notizia in modo informale), l’Ordine dei Medici non si asterrà da tutte le azioni necessarie, anche sul piano legale.

La normativa e le leggi vigenti sono comunque molto nette a riguardo della scelta delle figure dirigenziali. A capo delle strutture complesse come i Sert o i Dsm, ci devono essere solo medici. Il problema è capire se il medico debba essere anche uno psichiatra. Secondo Alfio Lucchini (psichiatra), presidente di Federserd e responsabile di una struttura complessa a Milano, la legge è molto chiara: devono essere i medici i responsabili di queste strutture. Ma non è detto però che siano psichiatri, perché potrebbero essere anche medici con altre specializzazioni, come per esempio (almeno per quanto riguarda i Sert) in farmacologia o medicina interna. Nelle strutture complesse il responsabile deve essere un medico, poi esiste la figura del direttore del Sert, ma esistono anche altre figure importanti come quelle degli psicologi. (pan)

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