23 marzo 2015 ore: 11:54
Immigrazione

"Abolire il permesso di soggiorno": la richiesta della Carta di Palermo

La Consulta delle culture approva il documento sulla mobilità umana internazionale. Adham Darawsha (Consulta delle culture): “Rappresenta un atto di civiltà e di umanità che va oltre tutte le barriere e gli steccati”
Palermo. Riunione della consulta delle culture

PALERMO – Abolizione del permesso di soggiorno ed una radicale riforma della legge sulla cittadinanza. Sono queste le due richieste principali contenute nel documento sulla “Mobilità umana internazionale - Carta di Palermo 2015” approvato all’unanimità ieri pomeriggio dai rappresentanti della Consulta delle Culture, nella riunione tenutasi a Palazzo Cefalà, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. La Carta, elaborata nell'ambito del convegno internazionale 'Io sono persona” è stata approvata venerdì scorso anche dalla Giunta comunale.

L'incontro tenutosi a Palazzo Cefalà
Palermo. Riunione della consulta delle culture

Il documento sarà  inoltrato al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, a Papa Francesco, al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ai presidenti di Senato e Camera, all’Organizzazione delle Nazioni unite, a tutte le Agenzie internazionali, al presidente del Parlamento europeo, a quello della Commissione europea e, tramite l’Anci nazionale, a tutti i sindaci italiani e all'Ars, con l’auspicio di aprire un dibattito su questo argomento che porti all’avvio di una petizione europea che arrivi sul tavolo della Comunità internazionale.

L'istituzione della "Carta di Palermo" era stata lanciata, infatti, dal sindaco Leoluca Orlando come atto conclusivo nel corso del convegno internazionale "Io sono Persona, dalla migrazione come sofferenza alla mobilità come diritto", svoltosi nei giorni scorsi ai Cantieri Culturali della Zisa che ha visto la partecipazione attiva e propositiva di numerose istituzioni, organizzazioni non governative e realtà associative.

"Questo evento – ha detto il sindaco Orlando - chiude una settimana importante, partita dal conferimento di altre venti cittadinanze italiane, che vanno ad aggiungersi alle oltre mille già conferite da questa Amministrazione in due anni, nonostante sia rimasta invariata la legge sulla cittadinanza che noi, invece, vorremmo fosse radicalmente modificata, proseguita con l'inaugurazione di piazza Nelson Mandela e con il sit-in di solidarietà per il popolo tunisino colpito da un vigliacco attacco terroristici, proprio per i suoi meriti: il dialogo, l'interculturalità e l'inizio di un percorso democratico all'interno delle istituzioni e conclusa con l'approvazione della ‘Carta di Palermo 2015’ che rappresenta un atto storico per la nostra città”. 

"Ringraziamo il sindaco Orlando – ha detto il presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha - che ha voluto fortemente la "Carta di Palermo 2015' che rappresenta un atto di civiltà e di umanità che va oltre tutte le barriere e gli steccati. Oggi la Consulta ha compiuto un grande passo verso la piena integrazione e partecipazione politica, perché questo atto approvato rappresenta una carta dei valori, un punto di riferimento su cui noi fonderemo tutto il nostro impegno futuro. Da oggi ci sentiamo  'più uguali'".

“Già con la nascita della nostra istituzione – continua Darawha - la città di Palermo aveva dimostrato la volontà di intraprendere nuove strade in materia di immigrazione e l'approvazione di oggi è un ulteriore messaggio di pace per tutte le comunità che vivono a Palermo e per tutti quelli che guardano a questa città come un modello positivo di contaminazione culturale."

“Mai come in questo momento – sottolinea ancora il sindaco di Palermo - nel quale un gruppo di assassini cerca di fomentare l'odio fra persone di diversa religione e di scatenare uno scontro di civiltà, occorre lavorare per l'integrazione e l'accoglienza. Ed uno dei punti principali, per favorire tutto ciò è l'abolizione del permesso di soggiorno e la radicale modifica della legge sulla cittadinanza, previste dalla Carta di Palermo. E' tempo, quindi, che l'Unione europea promuova l’abolizione del permesso di soggiorno sollecitando la Comunità mondiale al riconoscimento della mobilità di tutti gli esseri umani come un diritto, non soltanto al suo interno. Il nodo centrale è, pertanto, il passaggio dalla migrazione come sofferenza, alla mobilità come diritto umano”. Per l'assessore alla Partecipazione Giusto Catania, "La Carta di Palermo è “un messaggio di grande civiltà, un modo per ribaltare la logica emergenziale che caratterizza le politiche internazionali sull'immigrazione, riconoscendo la mobilità come un diritto umano inalienabile. L'abolizione del permesso di soggiorno e la connessione tra i diritti di cittadinanza e la residenza sono le due grandi questioni per ripensare le politiche europee sull'immigrazione”. (set) 

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