5 settembre 2016 ore: 17:09
Economia

“Alpi Apuane bene comune", l’appello contro la privatizzazione delle montagne toscane

Costituzionalisti, personalità della cultura, urbanisti, giornalisti e associazioni hanno sottoscritto un documento in difesa delle Alpi Apuane
Montagna estrazione marmo

- FIRENZE - Costituzionalisti, personalità della cultura e dello spettacolo, urbanisti, giornalisti, assieme ad una vasta alleanza di associazioni culturali e ambientaliste, organizzazioni e movimenti politici del territorio, hanno sottoscritto un documento in difesa delle Alpi Apuane, oggetto di “un'aggressione selvaggia da parte di un'industria estrattiva orientata esclusivamente al proprio profitto che, asportando intere parti della montagna, distrugge irreversibilmente i delicatissimi habitat apuani”. Tra i firmatari Paolo Maddalena, Salvatore Settis, Adriano Prosperi, Andrea Camilleri, Moni Ovadia, Tomaso Montanari. L’appello è stato presentato stamattina nella sede dell’Arci Toscana.

Con questo appello, si reclama il rispetto di alcuni principi costituzionali che, in questa parte d'Italia, “vengono quotidianamente violati in nome di interessi privati che riescono a imporsi sulla tutela della proprietà collettiva, a grave scapito dell'ambiente e del paesaggio”.

“I prezzi sociali e ambientali della deriva predatoria della monocoltura del marmo – prosegue l’appello - non sono accettabili e, soprattutto, non sono sostenibili: distruzione del paesaggio, rischio idraulico, dissesto idrogeologico, distruzione della filiera produttiva, occupazione ridotta ai minimi termini, distruzione dell'identità culturale di intere comunità. Conseguenze feroci, che sono ormai sotto gli occhi di tutti”.

“Il nostro appello – scrivono i firmatari - mira a respingere questo tentativo di privatizzazione delle cave, chiedendo parimenti alla Suprema Corte, che a breve sarà chiamata ad esprimersi su questo argomento, di riconoscere, in continuità con quanto già sostenuto nella sentenza del 1995 (488/1995), la nullità della pretesa di privata proprietà sui cosiddetti  “beni estimati””.

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