18 giugno 2015 ore: 11:50
Società

“Basta con la timidezza”, i religiosi ora comunicano. Su Altrodadire.org

Lanciato da un mese, il sito promosso dalla Cei e da alcune organizzazioni ecclesiali impegnate nel sociale racconta storie finora rimaste nascoste. Come Ho amici in paradiso, il film “impensabile” che ha avuto il primo ciack al centro don Guanella
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ROMA – Un film “terapeutico” sì, ma anche un vero e proprio film, che vede nel suo cast attori professionisti anche molto noti, accanto a 8 ospiti del centro don Guanella di Roma, che fa anche da set e location principale. Così, Nicola, Salvatore, Marcello, Antonio, Francesco, Carmelina, Natale e Fabrizio sono interpretati da persone con disabilità, accolte nel centro insieme ad altre 350. Il regista, salentino, è Fabrizio Maria Cortese, che ha tratto lo spunto dalla propria esperienza personale e professionale accanto agli ospiti del centro, con i quali ha messo in scena una rappresentazione teatrale. Tra questi, da quattro anni c’è anche un caro amico del regista, che per questo è diventato assiduo frequentatore del centro. E proprio osservando queste persone sul palco, è nata l’idea di "Ho amici in paradiso", che in pochi giorni ha preso forma, diventando sceneggiatura grazie a Giulia Lusetti e Stefano Piani. Dopo un lavoro di preparazione degli attori, le riprese stanno per iniziare e il film, definito "impensabile" dai protagonisti", sarà pronto a quanto pare entro la fine del 2015

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A raccontare più nel dettaglio l’idea e il progetto, dando voce anche ai protagonisti di questa “avventura” cinematografica, è il neonato portale informativo dei religiosi “Altrodadire”: sostenuto dalla fondazione Comunicazione e cultura della Cei e realizzato da Kaleidon, è online dal 17 maggio scorso, 49a giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Abbiamo Altro da Dire – annunciavano quel giorno Cism (Conferenza italiana Superiori maggiori) e Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) in una nota congiunta - Migranti, famiglie ferite, povertà, emergenza educativa, disabili: ci sono uomini e donne che passano e non vanno oltre – continuava la nota diffusa - Si chinano sulle sofferenze dell’uomo e da esse si lasciano interpellare. Tra loro tanti religiosi e religiose, sulle frontiere, liberi da tutto, per comunicare l’altro. Lo chiede con urgenza questo momento storico, perché tanta comunicazione sa di vicoli ciechi. Lo chiede il Papa che invita in questo anno anche a ‘conoscere le esperienze delle altre famiglie carismatiche, degli altri gruppi laicali’ per ‘arricchirvi e sostenervi reciprocamente’. È  tempo di abbandonare la timidezza, che sì custodisce l’umiltà, ma rischia anche di lasciare spazio a chi umiltà non possiede – invitavano quindi le due organizzazioni - Abbandonarla, forti di uno stile che non cerca l’autoreferenzialità o il protagonismo di chi il bene lo promuove, ma piuttosto di chi lo ‘muove’. Testimoniare, dire e condividere il bene, per generare un nuovo umanesimo. E, tutto, a partire dalle periferie, perché è da qui che la realtà si comprende meglio”. E in una di queste periferie, non geografiche ma “sociali”, è sorta, appunto, l’esperienza di don Guanella. Che oggi su “Altrodadire” diventa notizia

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