21 marzo 2017 ore: 10:59
Disabilità

“Buona scuola” e disabilità, la Fish scrive al ministero: ancora molte criticità

La federazione ha esaminato i pareri delle Commissioni VII e XII della Camera sui decreti attuativi. Numerose, ma non tutte, le richieste della Fish recepite, ma restano criticità: obbligo “aleatorio” dei sostegni, tetto massimo deve essere “inderogabile”, formazione iniziale per tutti i docenti. Per discuterne, Fish chiede incontro urgente alla ministra Fedeli
Disabilità e “Buona scuola”

ROMA – I pareri delle Commissioni migliorano i decreti della Buona scuola ma non risolvono tutte le criticità in tema di inclusione scolastica: questa, in sintesi, la posizione espressa da Fish, dopo aver analizzato, in sede di Consiglio nazionale, i pareri pubblicati dalle Commissioni VII (Cultura, scienza e istruzione) e XII (Affari sociali) della Camera. “Le relative proposte migliorerebbero, se adeguatamente recepite dal Miur, gli schemi dei decreti ritenuti in origine largamente insoddisfacenti – osserva Fish - Sono numerose, anche se non tutte, le richieste FISH recepite dalle Commissioni”. Tuttavia, precisa ancora la federazione, “oltre alla preoccupazione sull’effettiva adozione dei suggerimenti da parte del Ministero, rimangono irrisolti alcuni elementi tutt’altro che marginali e che potrebbero inficiare l’intero impianto della riforma stessa”.

Per questo, Fish ha scritto alla ministra Fedeli, chiedendo di “attivare, con estrema urgenza, un confronto per ottenere garanzie rispetto ad alcuni stringenti punti”. Quali dunque le criticità ancora riscontrate nei decreti?

Sostegni obbligatori. Innanzitutto, ”nel profilo di funzionamento e/o nel Peri dovrebbero essere chiaramente indicati i sostegni (a partire da quello didattico) necessari a garantire un compiuto percorso di inclusione scolastica, anche in termini di qualità, quantità ed intensità”, afferma Fish, rilevando che “nei testi questo obbligo è assai aleatorio”.

Tetto massimo “inderogabile”. Per quanto riguarda il numero massimo di alunni per classe, in presenza di un alunno con grave disabilità, questo “dovrebbe essere inderogabilmente di 20 persone e non come ora indicato nel parere 'di norma 20'. In ogni caso – aggiunge Fish - non ci dovrebbero essere più di due alunni con disabilita per classe”. 

Attestato. Il terzo punto riguarda il rilascio dell'attestato: a tal proposito, “è fondamentale che venga espressamente chiarito che agli alunni che non raggiungono gli obiettivi del proprio Pei ed a quelli che non si presentino agli esami sia, in ogni caso, rilasciato l’attestato di crediti formativi”. 

Formazione docenti. Altro nodo fondamentale nella “riforma del sostegno” è la formazione iniziale dei docenti. Nello specifico, secondo Fish, quella per gli insegnanti di sostegno della scuola dell’infanzia e primaria dovrebbe rendere obbligatoria dopo il terzo anno, nel percorso di laurea magistrale, la scelta dell’indirizzo sul sostegno. Per quanto riguarda invece i docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, Fish chiede che “per l’accesso al concorso in ruolo siano innalzati ad almeno 31 i crediti formativi universitari o accademici in pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione, psicologia, metodologia e tecnologie didattiche. Inoltre – aggiunge Fish - nel 2° e 3° anno del contratto su posti di sostegno si acquisiscano almeno 90 crediti formativi”. 

Stabilizzazione del sostegno. L'ultimo punto riguarda la continuità didattica: “il Consiglio Fish insiste affinché venga contrastata ogni forma di precariato sul sostegno. Esso infatti pregiudica il diritto alla continuità didattica ed incide negativamente sulla valorizzazione dell’esperienza professionale dei docenti”. In conclusione, Fish assicura “massima vigilanza, ma anche disponibilità al confronto costruttivo con il Ministero. Il tema dell’inclusione scolastica – conclude - è da sempre centrale nell’azione della federazione”.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news