17 marzo 2016 ore: 14:04
Economia

"Buoni e Giusti", così la Coop controlla tutti i passaggi dal campo alla tavola

Presentata a Roma dal presidente Coop Pedroni e dal ministro Martina la campagna per eliminare lo sfruttamento lavorativo nella filiera agroalimentare. Più di settemila aziende e 832 fornitori sottoscriveranno un codice etico e entreranno a far parte della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità
Caporalato. Mani con pomodoro

- ROMA - Controllare la filiera produttiva agroalimentare per combattere il caporalato e il lavoro nero. È quello che si propone di fare la campagna “Buoni e Giusti Coop” che ha coinvolto 832 fornitori di ortofrutta e 7.200 imprese che aderiranno alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.  Secondo gli ultimi dati, i lavoratori sfruttati nell’agroalimentare sono 400 mila e nell’80 per cento dei casi sono stranieri. “L’impresa buona e giusta deve essere la normalità. Questa non è solo una campagna etica ma ha anche un valore economico per noi: vogliamo che il consumatore faccia una scelta consapevole”, ha affermato Marco Pedroni, presidente Coop Italia. “Non ci limitiamo a comprare in modo legale ma vogliamo andare all’origine della produzione. Non vogliamo mettere le mani davanti agli occhi: sappiamo che ci sono prezzi sul mercato che non rispettano il lavoratore. Per questo vogliamo controllare tutti i passaggi dal campo alla tavola”. 

Coop è stato il primo distributore in Europa ad adottare lo standard SA8000 per ottenere precise garanzie in tema di responsabilità sociale dai propri fornitori di prodotto a marchio. “Oggi vogliamo fare di più” ha continuato Pedroni. Sono state individuate 13 filiere ortofrutticole più esposte ai rischi di illegalità, dove saranno effettuati controlli mirati sulla produzione di agrumi, fragole, pomodori, meloni, angurie, l’uva, patate novelle e altri ortaggi di largo consumo. Saranno coinvolti tutti gli 832 fornitori nazionali e locali di ortofrutta, per oltre 70 mila aziende agricole. “Chiederemo a tutti di sottoscrivere un Codice Etico che prevede il rispetto dei diritti dei lavoratori: chi non aderisce verrà escluso dal circuito. Faremo dei controlli presso i fornitori, presso le aziende agricole e interviste riservate ai dipendenti”. Con l’iscrizione si attesta di essere un’azienda pulita, in regola con le leggi e i contratti di lavoro, di non aver riportato condanne penali e di non avere procedimenti in corso.

Dai primi dati raccolti su tutti i fornitori Coop e su terzo delle aziende agricole della filiera degli agrumi in Calabria, Sicilia e Puglia non emergono casi di sfruttamento ma solo problematiche relative a norme di sicurezza. “Mi hanno chiesto quanto costa operare in legalità. Io ho risposto che il costo che fa veramente male al nostro Paese è quello dell’illegalità. Pagare il lavoro in modo giusto comporta un prezzo maggiore per il cliente, dato che il costo del lavoro incide per il 35-40 per cento sul costo di produzione. Ma noi vogliamo dire ai nostri consumatori che dietro ad una clementina che costa un centesimo in più c’è il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali delle persone. Inoltre i prezzi pagati ai produttori da Coop coprono i costi di produzione e consentono un buon margine di guadagno: paghiamo di più dei prezzi del mercato generale”.

Alla presentazione è intervenuto anche il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina. “La campagna avviata dalla Coop rappresenta un modello di riferimento da seguire. Non mancherà l’impegno delle istituzioni: la legge sul caporalato in discussione è una legge cruciale che stiamo portando avanti. Vogliamo implementare il lavoro agricolo e accogliere in modo adeguato i lavoratori stagionali per superare quelle situazioni scandalose che sono costretti a vivere ogni anno. Per questo abbiamo avviato un lavoro con gli enti territoriali. Il nostro è un impegno quotidiano.  Campagne come queste sono fondamentali per creare un rapporto con il consumatore che è quello che fa la differenza per rendere competitive le imprese oneste”.

Per Stefano Bassi Presidente Ancc-Coop, Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop, “possiamo vincere questa battaglia solo con l’aiuto dello Stato e del cliente finale. In Calabria. Sicilia e Puglia abbiamo avviato accordi con le istituzioni locali, il volontariato laico e cattolico, il mondo sindacale per diffondere la consapevolezza del fenomeno e sensibilizzare le persone”.

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